Le origini italiane del violino

Violino

“ Non si sa se stia aprendo il petto per trarne il violino o se stia aprendo il violino per mettervi il cuore” . Questa frase è stata dedicata a Gasparo da Salò – secondo molte fonti l’inventore del violino – dal poeta  Gabriele D’Annunzio.

Gasparo nasce a Salò, figlio e nipote di due suonatori conosciuti come i violini. Salò, in quel periodo era un importante centro di riferimento culturale e musicale, essendo il capoluogo della Magnifica Patria di Riviera, un vasto territorio annesso alla provincia di Brescia dal governo della Repubblica di Venezia. Gasparo si forma musicalmente e come liutaio nell’ambito famigliare ed è assai probabile che il padre già svolgesse, più o meno occasionalmente, questa professione. Alla morte del padre, Gasparo si trasferisce a Brescia, con il progetto preciso di fare il liutaio. Nel quartiere dove trova casa e bottega abitano due quotatissimi organisti della Cattedrale di Brescia, Florentio Mascara e il suo successore Costanzo Antegnati e inoltre un sonador di violino, Giuseppe Biagini. La conoscenza diretta e la loro amicizia gli aprono nuovi orizzonti.
La sua bottega diviene rapidamente una delle più importanti d’Europa, se non la più importante, della seconda metà del 1500 per la produzione degli archi. Affermando ancora una volta un primato tutto italiano.

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Gasparo da Salò is the name given to Gasparo di Bertolotti, one of the earliest violin makers and an expert double bass player. He was born in Salò on Lake Garda, in a family with legal, artistic, musical and craft interests. His grandfather Santino, a land and flock owner who it is believed likely produced musical gut strings, moved from Polpenazze to Salò, capital of the Riviera del Garda, possibly in search of the greater opportunities then available in Salò, whose music scene was very rich and vibrant.

Gasparo’s musical education took place during a period of growing refinement and professionalism among the musicians and violin players of Salò and Brescia, many of whom played in the Basilica of St. Marco in Venice, as among the musicians of many European courts from the early 1540s onward.

When his father died, around 1562, he moved to Brescia. It appears Gasparo immediately rented a house and set up shop in the neighborhood hub of musical life, known for the presence of a very famous dynasty of organ builders and other skilled multi-instrumentalists, from 1528 granted from the Brescia City Council, with a professional patent (first example in Europe), all of whom were located in the Second Quadra St. John. His business was successful enough to allow him to marry Isabetta Cassetti, the daughter of an artisan potter and glassmaker three years later. During this time Gasparo cultivated a deep relationship with Girolamo Virchi, one of the most prominent artist-craftsmen of the city, cited in a 1563 document as “maestro de musica instrumentis.”

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