Tutti a tavola … con Target Point

perigeo

Pasti più salutari per chi mangia in famiglia. Uno studio, anzi una sostanziosa revisione di ricerche precedenti, conferma quello che il buon senso già ci suggeriva: se si mangia tra le mura domestiche, ne traggono beneficio sia i bambini che gli adulti. Lo studio è stato condotto in America, dove l’adulto medio spende più del 40% del budget familiare destinato al cibo per consumare pasti fuori casa, mentre pranzi e cene in famiglia sono spesso relegati alle festività e alle occasioni speciali. Una cattiva abitudine che si va diffondendo anche da noi, e che la crisi non ferma perché il pasto fuori casa è spesso sinonimo di economico fast-food. Ma è un’abitudine che rischia di fare maggiori danni proprio sui soggetti più vulnerabili: i bambini.

L’INDAGINE – Nel loro studio (compreso in una rassegna degli studi sul tema, presentata al recente congresso dell’American Society for Nutrition), i ricercatori della Rutgers University del New Jersey, hanno analizzato i risultati di ben 68 ricerche precedenti sull’associazione tra pasti con i familiari e salute dei più piccoli. Tra gli aspetti valutati, non solo come la frequenza di pasti casalinghi possa associarsi a scelte salutari, ma anche la possibile influenza dell’atmosfera in famiglia. I ricercatori hanno anche cercato di chiarire un punto dubbio: se un maggior consumo di pasti in famiglia possa ridurre il rischio di diventare obesi. L’analisi dei dati ha evidenziato che mettersi a tavola a casa propria, insieme alla famiglia, favorisce una maggiore assunzione di frutta, verdura, cibi ricchi di calcio e vitamine. E che i bambini che mangiano a casa con i genitori consumano meno spesso cibi poco raccomandabili dal punto di vista nutrizionale. Per quando riguarda il rischio di diventare obesi, si è visto che i bambini che mangiano più spesso a casa tendono ad avere un indice di massa corporea minore di quelli che hanno meno possibilità di nutrirsi in famiglia. «È interessante vedere come il semplice accorgimento di mangiare spesso insieme ai familiari possa dare tanti benefici e non solo ai bambini, ma anche, come abbiamo visto nella nostra review, agli altri membri della famiglia, che assumono comportamenti più salutari» fa notare Jennifer Martin-Biggers, una delle autrici della ricerca in questione.

Fonte:  corriere.it

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

A new review of data adds to the evidence that families who eat together most often are healthier.

Problem is, many families aren’t sitting down together at home very often at all. According to the research team from Rutgers, the State University of New Jersey, about 40% of the average family’s budget is spent eating out, typically not together. This is particularly concerning because eating out is linked with poorer food choices — restaurant and prepared foods tend to be much fattier, saltier and higher in calories than meals made at home.

Increasingly, obesity and public health experts believe that such eating behavior fuels Americans’ risk of obesity and nutrition deficiencies. To find out more, Rutgers researchers reviewed 68 studies on the issue. They looked specifically at studies that measured the frequency and atmosphere of family meals and compared that to the quality of children’s food consumption and risk of weight gain.

The data suggested that family mealtime has a wealth of health benefits, especially for children. Kids who ate more meals together with their families tended to eat more fruits, vegetables, fiber, calcium-rich foods, and vitamins, and ate less junk food.

Social improvements were also linked to frequency of family meals. Teens who ate at the family table more often were more likely to show fewer signs of depression and feel that their family was more supportive, compared with teens who dined less often at home.

“It is very interesting that something as simple as frequently eating meals together may contribute to so many different types of benefits to all family members,” says study author Jennifer Martin-Biggers, a doctoral student in the department of nutritional sciences at Rutgers.

Source: healthland.time.com

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