Un marchio italiano che ha fatto cantare il mondo

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Con i suoi amplificatori e le sue chitarre ha dato voce ai concerti e ai live in tutto il mondo, negli anni d’oro in cui la musica stava diventando evento e fenomeno di massa al seguito dei “complessi” che facevano ballare e cantare i giovani negli anni Sessanta.

Fu infatti proprio Davoli a fornire la strumentazione per molti tour italiani di grandi della musica rock internazionale, come i Beatles e i Rolling Stones, e ad organizzare festival, contest e rassegne come Rapallo Davoli, Italia Beat e EuroDavoli.

Inventore geniale, instancabile lavoratore, Davoli comincia la sua carriera come riparatore di radio. A 17 anni lavora come apprendista sui sistemi di comunicazione radio su un aereo da guerra Savoia Marchetti presso le officine Reggiane, e nel Dopoguerra prosegue da solo la sua attività progettando e costruendo innovative apparecchiature a valvole. Come prosegue la storia, lo si può leggere sul sito dell’azienda: nel 1957 fonda l’azienda Krundaal Davoli a Parma, dove si era trasferito, e negli anni Sessanta comincia a produrre amplificatori per strumenti musicali e per voce, diventando un nome noto nel settore, tanto che i suoi apparecchi sono utilizzati dalla maggior parte delle band musicali italiane e da quelle straniere che arrivano in tournée in Italia. Sono gli anni dei complessi e dei live, della musica trasmessa per radio e suonata dal vivo davanti a un pubblico. E Davoli con le sue invenzioni contribuisce a queste modalità di fruizione della musica.

Il marchio Davoli da Parma fa il giro dell’Italia e di tutto il mondo, tanto che negli anni Settanta l’azienda conta 220 dipendenti tra operai, tecnici e amministrativi. Il Davolisint, un mini sintetizzatore brevettato a due oscillatori, arriva negli Usa e in Australia, i mixer egli impianti voce sono richiesti in tutta Europa e perfino in Africa. E Davoli continua a progettare e brevettare: pianoforti elettrici, organi elettronici, impianti per radio, per discoteche, impianti luce elettronici, sistemi di controllo dell’inquinamento acustico.

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Fonte: ilfattoquotidiano.it

An italian brand that has made singing the world

With its amplifiers and its guitars it has given voice to the concerts and to the live in the whole world, in the golden years in which the music was becoming an event and a mass phenomenon to the retinue of the “complexes” that were making dance and singing the youth in the sixties.

There was in fact Davoli to supply the instrumentation for many Italian tour of the big ones of the international rock, like the Beatles and the Rolling Stones, and to organize festival, contest and reviews like Rapallo Davoli, Italy Beat and EuroDavoli.

Davoli begins his career as repairer of radio. When he was 17 years Davoli works like apprentice on the communication systems radio on a war and in the Postwar period it continues singly his activity planning and building innovative equipment. On the web site of the company you can read how his history carry on: in 1957 he founds the company Krundaal Davoli in Parma, where it had been transferred, and in the sixties it begins to produce amplifiers for musical tools and for voice, becoming a well-known name in the sector.

The Davoli brand from Parma became famous all the world, so that in the seventies the company counts 220 employees between workers, technical and administrative.

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Source: ilfattoquotidiano.it

La strana macchina cinemusicale

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Pensate che i primi videoclip della storia musicale siano stati opera dei Beatles negli anni ’60? Oppure che si tratti di Bohemian Rhapsody realizzato dai Queens nel 1975 per il programma televisivo Top of  the Pop? O forse immaginate che Video killed the radio star dei Buggles, con cui il primo agosto del 1981 la neonata MTV aprì la sua programmazione, sia stato il primo video trasmesso in Tv? Niente di tutto ciò. Anzi, siete molto lontani dalla verità.

Perché l’idea che una canzone funzioni di più abbinata alle immagini, anzi ad un vero e proprio video, non è nata a New York o a Londra o a Hollywood, ma in Italia. Anzi a Roma.

L’11 aprile 1959, infatti, l’inventore romano Pietro Granelli presentò il suo Cinebox. Si trattava di una specie di jukebox, dotato di schermo, che oltre a suonare le canzoni mostrava un filmato di accompagnamento: erano nati i “videoclip” musicali. La prima canzone in assoluto si intitolava Altagracia ed era cantata dal cubano Don Marino Barreto Junior.

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History of videoclip

Do you think that the Beatles were the first to produce a video clip in the 60’? Or whether it’s Bohemian Rhapsody performed by Queen in 1975 for the television show Top of the Pops? Do yuo maybe imagine that Video killed the radio star by the Buggles, with in the first August 1981 the fledgling MTV opened its programming, was the first music video shown on Tv? None of that. Indeed, you are very far from the truth.

Because the idea that a song can play combined with pictures, indeed a real video, was not born in New York or London or Hollywood, but in Italy. Indeed in Rome.

In the April 11, 1959, in fact, the Roman inventor Pietro Granelli introduced his Cinebox. It was a kind of jukebox, equipped with screen, which in addition to playing the songs showed a movie stating: the first musical videoclip. The first song ever was Altagracia and was sung by Cuban Don Marino Barreto Jr.

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