Tutti a tavola … con Target Point!

electa

Mangiare è uno dei piaceri della vita e le abitudini alimentari del vostro partner la dicono lunga sulla persona che avete di fronte. Ci sono quelli che a colazione mangiano due scatole di cereali al cioccolato e quelli che prendono un caffè al volo. C’è chi non sopravvive senza stipare la macchina di snack e sfoggia un intero supermercato tra i sedili e chi lo merenda non sa nemmeno cosa sia.

Però, se esistono le tavolate, se a ogni ricorrenza si mettono le gambe sotto a un tavolo e se gli appuntamenti cominciano di solito con una cena al ristorante, un motivo ci sarà: mangiare piace a tutti e allo stesso tempo, il cibo ha un importante ruolo sociale nella condivisione del pasto e un’alta valenza psicologica.

Anche all’interno della coppia è utile riscoprire l’importanza del mangiare, soprattutto del mangiare insieme. I pasti invece sono spesso investiti da un alone di routine che li banalizza. Riscopriamo l’importanza di condividere il pasto anche come momento per creare intimità e nutrire con amore la coppia.
Non a caso una ricerca statunitense ha messo in evidenza che uno degli eventi principali che scatenano la gelosia in una coppia è quando uno dei due partner mangia con una persona del sesso opposto. Questo sottolinea quanto il mangiare insieme possa essere veicolo di seduzione, divertimento e godimento. Perché dunque banalizzarlo e prenderlo sotto tono?
Rivalutiamo il momento del pasto, godiamoci questo momento accanto al partner, concentriamoci sul piacere del cibo e della vicinanza con il nostro amore. Del resto il momento del pasto è uno dei rari momenti in cui si può stare seduti in tranquillità. Se volete potete cogliere questo momento per parlare con il partner. Non tirate fuori però argomenti pesanti o che possano determinare un conflitto, rischierete di rovinarvi non solo il pasto. Interessatevi a quello che è successo durante la giornata, scambiate opinioni sui fatti di cronaca. Tutto questo è utile per la coppia, ma anche quando ci sono dei figli.

Target Point, Italian Ideas

Fonte: blog.donnamoderna.com

 

 

Y’all down at the table … with Target Point

The couple that eats together stays together.

The original statement may have actually been related to prayer, but to my mind at least, it holds equally true when it comes to the evening meal.

When life gets busy, it can be easy to slip into the rut of eating on the run and neglecting to take time to sit down together. Yet this is something we should be striving to avoid. There are a whole host of benefits that comes with taking the time to eat dinner together, at the table.

It need not be anything fancy. Or require one of you to spend hours slaving away in the kitchen. The benefits of eating together are there to be had regardless of the quality of your food. Takeaway pizza shared at the table can be just as beneficial as a home cooked meal.

As long as you clear away distractions and make the time to focus on each other, and of course the food.

  1. Eating together helps you connect.

It can be difficult to reach out and nurture you relationship if you aren’t spending enough time together. We need to eat every day. So if you make a point of eating together, you will automatically be creating the shared time so critical for ensuring you don’t drift apart.

  1. Eating together provides an opportunity to practice gratitude.

In my house we have recently started a habit of sharing at least one thing we’re thankful for before we start eating. Just one thing, no matter how small. It’s amazing how scanning through your day looking for the positive makes you realise how lucky you are. It’s not often that we only have one thing to share.

Another positive outcome is when something good happens during my day, I now make a special mental note to remember to share it at dinner. It’s a great positive conversation starter as well.

  1. Eating together helps you relax.

After a long day at the office, we can all benefit from the simple pleasure of preparing and enjoying our evening meal. No only does it give you a chance to unwind from the day, it prepares you for a well earned, rejuvenating sleep.

  1. Eating together encourages mindful eating.

By sharing a meal, and actually taking the time to talk about what you’re experiencing in terms of flavours and textures, you are both more likely to be mindful of your food, rather than wolfing it down. This leads to further benefits such as reduced over eating, improved digestion and increased enjoyment of food.

  1. Eating together improves nutrition

I know when I’m cooking and eating by myself, I put far less effort into my meals. When I’m cooking for two, I’m far more likely to plan something nutritious and go to the effort of making a side salad or some extra vegetables.

  1. Eating together is fun!

One of life’s greatest pleasures is sharing good food and wine with the one you love. Life is too short to miss out on this simple joy and all the good things it can bring to our relationships.

Target Point, Italian Ideas

Source:simplemarriage.net

Tutti a tavola … con Target Point!

monolite

Mangiare è prima di tutto “mangiare con qualcuno”. E quando non c’è quel qualcuno, allora la cura messa nella tavola è cura verso noi stessi, indice di benessere mentale.
Luigi Ballerini ne “I bravi manager cenano a casa” (Emi) si cala nella contemporaneità, nelle mura di casa e in quelle tavole famigliari che resistono nonostante il cambiamento di abitudini dovute alla congiuntura. Cinquanta pagine su carta paglia per raccontare qualcosa di fondamentale sul cibo e su ciò che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi.

Mangiare non è alimentarsi, inteso come reazione chimica, ma è una reazione fatta di sentimenti, parole, rapporti. E la cena, terreno di confronto fondamentale tra genitori e figli, soprattutto oggi che le agende sono sempre più piene, deve avere un suo codice, saper creare un racconto. Per questo è necessario dedicargli il giusto tempo, fuggendo il cosiddetto workaholic ovvero la mania del lavorare troppo, che talvolta può trasformarsi in una vera e propria patologia che spinge a riempirsi di impegni anche quando non è necessario.

Quindi è importante spegnere il cellulare (come si dice ai ragazzi di non giocare con il cellulare quando si è a tavola!) e pensare che in quel poco tempo dedicato alla cena il mondo andrà avanti comunque. A questo punto è arrivato il momento di dedicarsi alla narrazione tra genitori e figli, trasformando così la cena in un incontro e non in un momento di passaggio. Un incontro creativo, spiega, che “fa bene a tutti” sia genitori sia figli. E aiuta a diventare più bravi ed efficienti nella vita lavorativa riportata nei propri spazi: “I bravi manager mangiano a casa”.

Fonte: www.ilgolosario.it

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

Eat is first of all eat with someone. And when you are alone then eat becomes take care of themselfes.

Luigi Ballerini in “I bravi manager cenano a casa” (“good managers eat at home”) examines the habits of the families that maintain the good tradition of eat together. Fifty pages to tell something fundamental about food and about one of the greatest feature which distinguishes man from animals.

Eat is not feed, understood as chemical reaction, but it is a relationship made of emotions, words, feelings. The dinner, level playing field across parents and children, must have a own code, it must be a story telling. That is why we need to give it adequate time, fleeing from the so-called workaholic, namely the habit of working so hard, that sometimes could become a real disease.

So it is very important turn your phone off and think that, when you are eating, the world goes on its own way. A real metting between parents and children helps everyone to become more efficient in our own life.

Source: www.ilgolosario.it

Target Point, Italian Ideas

Tutti a tavola … con Target Point

saturno

Basta con la filosofia del feed yourself (letteralmente, sfamati da solo): dal frigorifero al microonde. Gli americani, cresciuti a fast food e takeaway, riscoprono la convivialità. Tanto più in famiglia: lo dice uno studio del National Center on Addiction and Substance Abuse della Columbia University, secondo il quale cenare con i genitori ridurrebbe nei figli il rischio di assumere alcol e droghe. L’indagine, svolta su un campione di mille ragazzi, rivela che il 58 per cento degli intervistati si riunisce con mamma e papà per il pasto serale cinque giorni a settimana. Per chi si limita a tre, la probabilità di consumare bevande alcoliche, tabacco e marijuana sarebbe quattro volte più alta.

E nelle case italiane? Il rito tradizionale, per quanto le dinamiche siano molto cambiate, resiste: a confermarlo è la ricerca La famiglia in tavola. Il ruolo dei pasti nella famiglia italiana, elaborata dall’Istituto Ispo di Milano. Lo screening ha riguardato mille genitori (600 madri e 400 padri): per oltre il 90 per centro, il momento del pasto è quello in cui ci si sente più uniti, nel quale ci si confronta e si prendono le decisioni importanti. Per tre adulti su quattro la rinuncia forzata, causa imprevisti, è un dispiacere. La frequenza è di almeno un pasto al giorno con i figli per il 63 per cento delle madri e il 58 dei padri. La gioia di stare insieme, complice il buon cibo, raggiunge il picco nel fine settimana: la pausa ideale da stress e incombenze quotidiane che l’84 per cento dei papà e il 74 delle mamme dedicano volentieri alla prole. In linea con le vecchie abitudini, a cucinare sono le donne: leader ai fornelli, contro il 6 per cento degli uomini.

Fonte: iodonna.it

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

If you want to prevent your teenager from abusing alcohol or other drugs, then eat
dinner with him or her on most days of the week. This is just one finding about the power of family dinners from a study published by the National Center on Addiction and Substance Abuse (CASA) in September.

This study, “The Importance of Family Dinners II,” was sponsored by TV Land and Nick at Nite’s Family Table. It follows up on CASA’s first family dinner study, released in 2003. Both are part of annual back-to-school surveys conducted by CASA over the past decade.

This research has consistently shown that teenagers who eat dinner more often with their families are less likely to drink, smoke cigarettes, or use other drugs.

The most recent study compared two specific groups: teenagers who have two or less family dinners per week and those who have five or more per week. Those who ate two or less family dinners were:

  • Three times more likely to try marijuana.
  • Two-and-a-half times more likely to smoke cigarettes.
  • One-and-a-half times more likely to drink alcohol.

In addition, the study reveals that families who eat together less often also have lower-quality experiences at the dinner table. Teenagers in this group were more likely to dine with a television on, remain silent during meals, and state that their family dinners were too short.

CASA researchers also correlated more frequent family dinners with:

  • Lower levels of family tension.
  • Teenagers who more often said that their parents are proud of them.
  • Teenagers who more often said that they can confide in their parents about a serious problem.

Households that combine more frequent family dinners with all three of the above characteristics cut their risks for teenage substance abuse in half.

CASA’s research confirms the common-sense notion that shared dinners make for stronger families. Yet many parents are challenged to put this simple idea into practice, notes Becky Sechrist, who directs a parenting program called “Shoulder to Shoulder: Raising Teens Together” for the Minnesota Institute of Public Health.

“The problem, as the study points out, is that there isn’t enough time to go around,” Sechrist says. “Between after-school activity schedules, parent’s work schedules, and a variety of other things, making connections within the family requires a concerted effort these days.” She offers the following suggestions:

Make it a requirement. Set a non-negotiable rule about the number of dinners that your teenager is expected to eat with you each week. “This might feel, for the teen, that it comes at the expense of less time for after-school activities, friends or an after-school job,” says Sechrist. “The payoff in the long run for both parents and teens will be worth it.”

Involve teenagers in all phases of the meal. Whenever possible, involve teenagers in planning and preparing their favorite meals. Your children will more often come to the dinner table as willing participants if you do this.

Make meals enjoyable. While it isn’t always possible to avoid discussions on controversial topics–for example, homework and peer groups–effort should be made to talk about things that interest all members of the family and won’t cause conflict.

Source: hazelden.org

Target Point, Italian Ideas

Tutti a tavola … con Target Point

perigeo

I figli crescono e, prima o poi, a tavola i genitori si trovano di fronte non più i loro bambini, ma degli adolescenti. E così è possibile che chi fino a quel momento ha mangiato senza creare problemi cominci a mettere su il muso. Oppure che non rispetti più le regole e preferisca mangiare prima dell’ora del pasto una confezione famiglia di yogurt anziché rendere onore ai piatti preparati dai genitori.

La tavola da pranzo non dovrebbe tuttavia trasformarsi in uno scenario di lotte di potere né servire ai ragazzi per differenziarsi dai genitori. In simili casi ai genitori possono risultare utili i risultati di uno studio condotto sul campo che ha dimostrato che prima o poi gli adolescenti tornano a mangiare bene come da bambini, al più tardi comunque quando formano una propria famiglia. I genitori possono dunque tranquillamente chiudere entrambi gli occhi se il rampollo privilegia alimenti meno salutari di prima.

Alcuni suggerimenti

  • Continuare a dare il buon esempio. Non bisogna lasciarsi scoraggiare e continuare a dare importanza ai pasti comuni, consumati insieme.
  • Non brontolare. I suggerimenti dati ai figli in merito alle loro abitudini alimentari non servono a niente. Meglio evitarle. In ogni caso ogni cosa che si dice viene sempre accolta male.
  • Parlare la stessa lingua. Spiegare che mangiando bene si mantiene il corpo sano e attivo anche in età avanzata non serve a nulla con i ragazzi. Meglio puntare su altri argomenti, per esempio sul fatto che un’alimentazione sana serve a mantenere la pelle bella e pura o i muscoli, i capelli e le unghie sani.
  • Accettare altri modi di mangiare. I giovani hanno sempre fame e tendono a svuotare il frigo. Questo è un fatto che va accettato. Per evitare di rimanere senza ingredienti per un pranzo in famiglia o per una cena tra amici è importante mettere al sicuro gli alimenti chiave oppure denominarli in modo chiaro che non vengano presi.
  • Cucinare insieme. Una buona idea è quella di far cucinare gli adolescenti almeno una volta alla settimana oppure di coinvolgerli nella preparazione di qualche piatto. In questo modo si fa leva sul loro senso di responsabilità e di indipendenza.

Fonte: famigros.migros.ch

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

Over the last 20 years, dozens of studies have confirmed what parents have known intuitively for a long time: Sitting down for a nightly dinner is good for the spirit, the brain and the body. Research shows that shared meals are tied to many teenage behaviors that parents pray for: reduced rates of substance abuse, eating disorders and depression; and higher grade point averages and self-esteem. For young children, conversation at the table is a bigger vocabulary booster than reading aloud to them. The icing on the cake is that kids who eat regular family dinners grow up to be young adults who eat healthier and have lower rates of obesity.

  • It doesn’t have to be daily.

You don’t have to have dinner every night to reap the benefits. It could be breakfast, a weekend brunch, a take-a-break-snack at night or a combination of these. And there’s no magic number. The point is to make a commitment to a family meal where everyone sits down to share food, have fun and talk about things that matter.

  • Play with your food.

With so much of our play now conducted online, adults and children have lost the opportunity to play with real objects that can be touched, smelled and transformed. So play together. Cooking is an activity that still involves our senses and our hands, and it is something we still can do together. You can set out salad fixings and have everyone choose vegetables to create faces, trees and cars. Play with taste by slipping in a new flavor or spice and asking everyone to guess the ingredients.

  • It’s doable.

Despite parent’s hectic work schedules and kids’ busy extracurricular activities, it’s very doable to have nightly dinner. The whole process of cooking and eating together can take just an hour (less than 30 minutes to cook and the average meal is 22 minutes*), and that hour is transformative. If we still planted vegetables, played instruments for our entertainment and quilted on the front porch, we might not need family dinners, but it’s the most reliable time of day that we have to connect with one another. When kids feel connected to their parents, it’s like a seatbelt on the potholed road of childhood.

  • Try new activities and share talents.

Dinner can be a great place to try out new behaviors. A family dinner is like an improvisatory theater performance. The family shows up night after night, and as a group they can try out new ways of interacting with one another. Or, one member’s behavior can set off a cascade of others. For example, a family might agree to refrain from making any negative comments at the table and see what happens. Or, a teenager might be invited to make a family dinner or to create a musical soundtrack for the meal.

  • Share your family history.

The dinner table is the best place to tell stories, and kids who know their family stories are more resilient and feel better about themselves. Most inspiring are lemonade-from-lemon stories, stories about adversity where a lesson is learned, or negative events that transform into something good. Stories help us make sense of the world, and they help kids connect to something bigger than themselves. Tell stories about yourself and other family members when they were the same age as your children. Tell stories about romance, first jobs, immigration, how names were chosen, a childhood pet, a favorite recipe or kitchen disaster.

  • Stay connected.

Table conversation is one of the richest language experiences you can provide for your children. When else do we sit and talk for several minutes, offering lots of comments and explanations on one topic? Try asking questions that go beyond, “How was your day?” For example, instead ask everyone to tell a rose (something positive) and a thorn (something negative) about the day, as well as a bud (what you wish will happen tomorrow).

  • It’s good for you, too.

Rituals like dinner, which punctuate a world that often feels frenzied and out of control, are good for adults, too. Knowing that one part of your day is going to unfold in basically the same way, day after day, is comforting.

Source: www.parenting.com

Target Point, Italian Ideas

Tutti a tavola … con Target Point

auriga

Mangiare tutti insieme fa bene. Il 10% dei bambini dai sei agli undici anni d’età, che fanno i pasti con mamma e papà hanno migliori abilità sociali e un miglior rendimento scolastico.

Nell’era della fretta e dei social media, non sempre si ha il tempo per stare a tavola tutti insieme. Per praticità soprattutto in settimana si rischia di non mangiare tutti insieme, di far mangiare i bimbi presto per poi farli andare a dormire. Eppure uno studio americano rivaluta l’importanza del pranzo comunitario. Mangiare insieme a tutta la famiglia farebbe infatti bene ai bambini: aumenterebbe infatti la concentrazione dei bambini e la loro socialità.

Questo è l’esito di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oklahoma e pubblicata sulla rivista “Journal of Family Psychology”.

Gli scienziati hanno studiato le abitudini alimentari di oltre 24.000 bambini tra i 6 e gli 11 anni. Sono state poi analizzate: le competenze sociali, i problemi comportamentali e il rendimento scolastico.

Ne è emerso che in media in America si hanno circa 5,3 pasti insieme in famiglia alla settimana. E, più spesso il bimbo mangia insieme ai propri familiari, più aumentano le sue competenze sociali e il rendimento a scuola.

I ricercatori non hanno specificato il numero di pasti ideali da condividere con la famiglia, ma sono convinti che almeno 4 siano necessari.  “E’ possibile che le caratteristiche organizzative dei pasti in famiglia – hanno detto i ricercatori – forniscano una struttura, un ordine e una prevedibilità che fornisce stabilità ai bambini”.

Target Point, Italian Ideas

Fonte: nostrofiglio.it

 

Y’all down at the table … with Target Point

Frequency of family meals and 6–11-year-old children’s social behaviors.

Family meals are regarded as an opportunity to promote healthy child development. In this brief report, we examined the relationship between frequency of  family meals and children’s social behaviors in 6–11-year-olds. The 2007 U.S.

National Survey of Children’s Health (NSCH) provided data on the frequency of family meals in a sample of 6–11-year-old children . The following social behavior indicators were examined: child positive social skills, child problematic social behaviors, child engagement in school, and parental aggravation with the child. Individual logistic regression analyses were calculated in unadjusted and adjusted models. On average, families had 5.3 meals together per week. In adjusted models, more frequent family meals increased the odds of child positive social skills and child engagement in school, and decreased the likelihood of child problematic social.

There was no association between frequency of family meals and parental aggravation with the child. Findings support the promotion of family meals to benefit children’s development of healthy social behaviors.

Target Point, Italian Ideas

Source: PsycINFO Database Record (c) 2016 APA, all rights reserved

Tutti a tavola … con Target Point

nettuno

La famiglia, soprattutto in Italia, è l’unità fondamentale della nostra società dove si apprendono le buone abitudini che saranno poi fondamentali per la nostra vita futura. Uno dei momenti topici della vita in famiglia è molto spesso il pranzo o la cena, quando condividiamo le nostre esperienze quotidiane, facciamo progetti e cerchiamo di risolvere i piccoli problemi.

Mangiare insieme in famiglia, genitori e figli intorno ad un tavolo, ha molti vantaggi:

  • Migliorare il dialogo tra i membri della famiglia
  • Aiuta ad abituare i bambini a mangiare tutti i tipi di cibi
  • Aiuta a identificare potenziali problemi alimentari

Incoraggiare un’alimentazione sana

Uno studio condotto dalla University of Minnesota ha rivelato che quando si mangia insieme si sviluppa una buona abitudine alimentare, mangiando cibi sani e lasciando da parte il cibo di basso valore nutrizionale.

Prevenire problemi alimentari

Quando si prepara il cibo per tutta la famiglia si tende a cucinare cibo più sano. Mangiare insieme diminuisce la probabilità di sviluppare  allergie, intolleranze e patologie legate a disturbi alimentari più gravi.

I bambini imparano le buone maniere a tavola

I bambini impareranno a mangiare a tavola anche solo per imitazione. Il fatto di mangiare insieme facilita l’apprendimento del le regole dello stare a tavola.

Mangiare tutti insieme sviluppa le capacità di comunicazione
Il pranzo o la cena sono il luogo e il tempo ideale per commentare quello che è successo durante il giorno, condividere con i genitori e i fratelli domande o problemi e cercare soluzioni comuni. Adulti e bambini imparano ad ascoltare gli altri e a condividere opinioni e idee . E ‘il momento ideale per la comunicazione in famiglia.

Fonte: SlowFood – Il gusto di mangiare insieme

Target Point, Italian Ideas

 

 

Y’all down at the table … with Target Point

Cooking and eating together remain an irreplaceable pillar of the Italian sociability.

In Italy, gastronomy is almost philosophy… and much more than that. It is pleasure and sociability: the perfect moment to talk, share a laugh and strengthen relationships. As a matter of fact, the importance of food, home cooking and eating together within the Italian culture has been scientifically proven.

Deborah Cameron, a world-renowned professor of English who teaches at the University of Oxford, and Don Kulick, a professor of Anthropology who works at the New York University, wrote about the subject in their outstanding book Language and Sexuality (2006, published by Cambridge University Press). The authors claim that food taste is actively socialized at dinner, and compare an American and an Italian family to explain their point. While some American family frames dessert as desirable, especially for children, and labels the rest of the dinner as mere nutrition and, sometimes (think about broccoli or brussels sprouts), even as some kind of punishment, Italian families talk about food and dinner as pure pleasure. For an Italian family, the dessert is not the great prize after a painful duty, but the cathartic moment that comes through an extremely exciting social and cultural journey.

For an Italian child, food means family and parents, it is a comforting blanket that wraps everything with its delicate warmth. Eating together with his mum and dad a home-cooked meal, a little Italian gains the sense of stability and love he needs to grow up and be happy.

While people around the world, especially some people in England and North America, develop family traditions based on “home delivery” or “eating out”, home-cooked meals shared with the rest of the family remain a sacred, irreplaceable event in Italy.

Even a “moment with your friends” translates almost automatically in “dinner” in the Italian vocabulary, because eating together and sharing food are both metaphorical and practical expressions of commitment. Around the table, conviviality grows and relationships achieve their highest peaks. Eating together is a magical moment through which the beautiful reaches the sublime, and friendship turns into a rare form of intimacy.

It doesn’t matter if the members of the family live at a different place, have different routines and do different things: Italians eat together, sitting around the kitchen table, every day, no matter what. And then, on Sunday, grandpa and grandma, daughters and sons, father and mother: the big family, all together. You could think about Christmas dinner as an example of the perfect Italian-style Sunday convivio. Different generations merge and embrace in front of the most delicious dishes you can imagine. The grownups enjoy some local wine, grandpa tells a story, the children laugh and grandma helps mum with the second course. Then the dessert, the coffee and the liquor. Maybe a friend comes around, or the uncle who lives on the other side of town, riding his bicycle. People talk about what happened during the week, how they feel. Everything is familiar and warm. A ritual that goes on and on, year after year.  A beautiful celebration of life itself.

Source: tuscookany.com

Target Point, Italian Ideas

Tutti a tavola … con Target Point

tavolo

La parola “commensale” deriva dal latino (e dall’arabo) e significa condividere la tavola. In sociologia, il concetto di “commensalità” è più semplicemente definito come “persone che mangiano insieme”.

Prendete spunto dalla vostra esperienza: pensate alle persone con cui mangiate, e a quelle con cui non mangiate. In genere, le persone con cui mangiate sono familiari e amici.

Quelli con cui invece non mangiate, per qualsivoglia ragione, sono socialmente più distanti: di classe o status sociale superiore o inferiore, estranei, nemici e rivali, e talvolta persone che appartengono a gruppi separati per lingua, etnia, religione, sesso, età od occupazione.

Ciò naturalmente risulta estremamente variabile da comunità a comunità, da periodo a periodo, nonché da società a società. Varia anche a seconda del contesto sociale; con alcuni mangereste alla mensa aziendale, ma non nelle rispettive case.

In linea generale (con parecchie eccezioni di sicuro), si tende a mangiare con gli altri qualora vi sia un sentimento di solidarietà o fiducia. A volte la fiducia è più di facciata che reale; alcuni mangiano con altri per ostentare una fiducia che non provano assolutamente. Mangiare con gli altri è, come qualsiasi fatto culturale, simbolico e comunica diversi valori e significati.

Questo influenza in modo significativo le nostre relazioni. Il modo in cui le persone si giudicano vicendevolmente può venir influenzato da coloro con cui scelgono consapevolmente di mangiare. Viceversa, la scelta di chi mangia con chi può essere influenzata da come ci si giudica gli uni con gli altri.

Fonte: Collettivo per il rafforzamento delle comunità

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

Life can be crazy, which means meals on the go are the norm for many. But preserving the endangered ritual of a regular communal meal can lead to a healthier and happier state, even post meal time.

Social connectedness, whether hanging out after work or sitting down at the table with friends and family for a nightly meal, has been shown to increase happiness and help alleviate depression . Unless meal time looks something like this, the simple act of gathering around the table helps establish connections, which studies have found are crucial in maintaining happiness and a sense of belonging . Translation: Text messages won’t cut it.

Enjoying dinner with friends or family brings a one-two punch of benefits: it accomplishes the goal of face-to-face interaction and can also lead to healthier eating choices . One study found that children who ate family dinners as opposed to quick grab-and-go meals ate more fruits and vegetables and drank less soda . But this isn’t always the case; do beware of the social overeating trap.

Reaping the benefits of communal eating is pretty simple: Just gather some people together around food, sit down together, talk, eat, and enjoy!

Source: greatist.com

Target Point, Italian Ideas