Tutti a tavola … con Target Point!

monolite

Mangiare è prima di tutto “mangiare con qualcuno”. E quando non c’è quel qualcuno, allora la cura messa nella tavola è cura verso noi stessi, indice di benessere mentale.
Luigi Ballerini ne “I bravi manager cenano a casa” (Emi) si cala nella contemporaneità, nelle mura di casa e in quelle tavole famigliari che resistono nonostante il cambiamento di abitudini dovute alla congiuntura. Cinquanta pagine su carta paglia per raccontare qualcosa di fondamentale sul cibo e su ciò che distingue l’uomo dagli altri esseri viventi.

Mangiare non è alimentarsi, inteso come reazione chimica, ma è una reazione fatta di sentimenti, parole, rapporti. E la cena, terreno di confronto fondamentale tra genitori e figli, soprattutto oggi che le agende sono sempre più piene, deve avere un suo codice, saper creare un racconto. Per questo è necessario dedicargli il giusto tempo, fuggendo il cosiddetto workaholic ovvero la mania del lavorare troppo, che talvolta può trasformarsi in una vera e propria patologia che spinge a riempirsi di impegni anche quando non è necessario.

Quindi è importante spegnere il cellulare (come si dice ai ragazzi di non giocare con il cellulare quando si è a tavola!) e pensare che in quel poco tempo dedicato alla cena il mondo andrà avanti comunque. A questo punto è arrivato il momento di dedicarsi alla narrazione tra genitori e figli, trasformando così la cena in un incontro e non in un momento di passaggio. Un incontro creativo, spiega, che “fa bene a tutti” sia genitori sia figli. E aiuta a diventare più bravi ed efficienti nella vita lavorativa riportata nei propri spazi: “I bravi manager mangiano a casa”.

Fonte: www.ilgolosario.it

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

Eat is first of all eat with someone. And when you are alone then eat becomes take care of themselfes.

Luigi Ballerini in “I bravi manager cenano a casa” (“good managers eat at home”) examines the habits of the families that maintain the good tradition of eat together. Fifty pages to tell something fundamental about food and about one of the greatest feature which distinguishes man from animals.

Eat is not feed, understood as chemical reaction, but it is a relationship made of emotions, words, feelings. The dinner, level playing field across parents and children, must have a own code, it must be a story telling. That is why we need to give it adequate time, fleeing from the so-called workaholic, namely the habit of working so hard, that sometimes could become a real disease.

So it is very important turn your phone off and think that, when you are eating, the world goes on its own way. A real metting between parents and children helps everyone to become more efficient in our own life.

Source: www.ilgolosario.it

Target Point, Italian Ideas

Tutti a tavola … con Target Point

perigeo

Pasti più salutari per chi mangia in famiglia. Uno studio, anzi una sostanziosa revisione di ricerche precedenti, conferma quello che il buon senso già ci suggeriva: se si mangia tra le mura domestiche, ne traggono beneficio sia i bambini che gli adulti. Lo studio è stato condotto in America, dove l’adulto medio spende più del 40% del budget familiare destinato al cibo per consumare pasti fuori casa, mentre pranzi e cene in famiglia sono spesso relegati alle festività e alle occasioni speciali. Una cattiva abitudine che si va diffondendo anche da noi, e che la crisi non ferma perché il pasto fuori casa è spesso sinonimo di economico fast-food. Ma è un’abitudine che rischia di fare maggiori danni proprio sui soggetti più vulnerabili: i bambini.

L’INDAGINE – Nel loro studio (compreso in una rassegna degli studi sul tema, presentata al recente congresso dell’American Society for Nutrition), i ricercatori della Rutgers University del New Jersey, hanno analizzato i risultati di ben 68 ricerche precedenti sull’associazione tra pasti con i familiari e salute dei più piccoli. Tra gli aspetti valutati, non solo come la frequenza di pasti casalinghi possa associarsi a scelte salutari, ma anche la possibile influenza dell’atmosfera in famiglia. I ricercatori hanno anche cercato di chiarire un punto dubbio: se un maggior consumo di pasti in famiglia possa ridurre il rischio di diventare obesi. L’analisi dei dati ha evidenziato che mettersi a tavola a casa propria, insieme alla famiglia, favorisce una maggiore assunzione di frutta, verdura, cibi ricchi di calcio e vitamine. E che i bambini che mangiano a casa con i genitori consumano meno spesso cibi poco raccomandabili dal punto di vista nutrizionale. Per quando riguarda il rischio di diventare obesi, si è visto che i bambini che mangiano più spesso a casa tendono ad avere un indice di massa corporea minore di quelli che hanno meno possibilità di nutrirsi in famiglia. «È interessante vedere come il semplice accorgimento di mangiare spesso insieme ai familiari possa dare tanti benefici e non solo ai bambini, ma anche, come abbiamo visto nella nostra review, agli altri membri della famiglia, che assumono comportamenti più salutari» fa notare Jennifer Martin-Biggers, una delle autrici della ricerca in questione.

Fonte:  corriere.it

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

A new review of data adds to the evidence that families who eat together most often are healthier.

Problem is, many families aren’t sitting down together at home very often at all. According to the research team from Rutgers, the State University of New Jersey, about 40% of the average family’s budget is spent eating out, typically not together. This is particularly concerning because eating out is linked with poorer food choices — restaurant and prepared foods tend to be much fattier, saltier and higher in calories than meals made at home.

Increasingly, obesity and public health experts believe that such eating behavior fuels Americans’ risk of obesity and nutrition deficiencies. To find out more, Rutgers researchers reviewed 68 studies on the issue. They looked specifically at studies that measured the frequency and atmosphere of family meals and compared that to the quality of children’s food consumption and risk of weight gain.

The data suggested that family mealtime has a wealth of health benefits, especially for children. Kids who ate more meals together with their families tended to eat more fruits, vegetables, fiber, calcium-rich foods, and vitamins, and ate less junk food.

Social improvements were also linked to frequency of family meals. Teens who ate at the family table more often were more likely to show fewer signs of depression and feel that their family was more supportive, compared with teens who dined less often at home.

“It is very interesting that something as simple as frequently eating meals together may contribute to so many different types of benefits to all family members,” says study author Jennifer Martin-Biggers, a doctoral student in the department of nutritional sciences at Rutgers.

Source: healthland.time.com

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Tutti a tavola … con Target Point

saturno

Basta con la filosofia del feed yourself (letteralmente, sfamati da solo): dal frigorifero al microonde. Gli americani, cresciuti a fast food e takeaway, riscoprono la convivialità. Tanto più in famiglia: lo dice uno studio del National Center on Addiction and Substance Abuse della Columbia University, secondo il quale cenare con i genitori ridurrebbe nei figli il rischio di assumere alcol e droghe. L’indagine, svolta su un campione di mille ragazzi, rivela che il 58 per cento degli intervistati si riunisce con mamma e papà per il pasto serale cinque giorni a settimana. Per chi si limita a tre, la probabilità di consumare bevande alcoliche, tabacco e marijuana sarebbe quattro volte più alta.

E nelle case italiane? Il rito tradizionale, per quanto le dinamiche siano molto cambiate, resiste: a confermarlo è la ricerca La famiglia in tavola. Il ruolo dei pasti nella famiglia italiana, elaborata dall’Istituto Ispo di Milano. Lo screening ha riguardato mille genitori (600 madri e 400 padri): per oltre il 90 per centro, il momento del pasto è quello in cui ci si sente più uniti, nel quale ci si confronta e si prendono le decisioni importanti. Per tre adulti su quattro la rinuncia forzata, causa imprevisti, è un dispiacere. La frequenza è di almeno un pasto al giorno con i figli per il 63 per cento delle madri e il 58 dei padri. La gioia di stare insieme, complice il buon cibo, raggiunge il picco nel fine settimana: la pausa ideale da stress e incombenze quotidiane che l’84 per cento dei papà e il 74 delle mamme dedicano volentieri alla prole. In linea con le vecchie abitudini, a cucinare sono le donne: leader ai fornelli, contro il 6 per cento degli uomini.

Fonte: iodonna.it

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Y’all down at the table … with Target Point

If you want to prevent your teenager from abusing alcohol or other drugs, then eat
dinner with him or her on most days of the week. This is just one finding about the power of family dinners from a study published by the National Center on Addiction and Substance Abuse (CASA) in September.

This study, “The Importance of Family Dinners II,” was sponsored by TV Land and Nick at Nite’s Family Table. It follows up on CASA’s first family dinner study, released in 2003. Both are part of annual back-to-school surveys conducted by CASA over the past decade.

This research has consistently shown that teenagers who eat dinner more often with their families are less likely to drink, smoke cigarettes, or use other drugs.

The most recent study compared two specific groups: teenagers who have two or less family dinners per week and those who have five or more per week. Those who ate two or less family dinners were:

  • Three times more likely to try marijuana.
  • Two-and-a-half times more likely to smoke cigarettes.
  • One-and-a-half times more likely to drink alcohol.

In addition, the study reveals that families who eat together less often also have lower-quality experiences at the dinner table. Teenagers in this group were more likely to dine with a television on, remain silent during meals, and state that their family dinners were too short.

CASA researchers also correlated more frequent family dinners with:

  • Lower levels of family tension.
  • Teenagers who more often said that their parents are proud of them.
  • Teenagers who more often said that they can confide in their parents about a serious problem.

Households that combine more frequent family dinners with all three of the above characteristics cut their risks for teenage substance abuse in half.

CASA’s research confirms the common-sense notion that shared dinners make for stronger families. Yet many parents are challenged to put this simple idea into practice, notes Becky Sechrist, who directs a parenting program called “Shoulder to Shoulder: Raising Teens Together” for the Minnesota Institute of Public Health.

“The problem, as the study points out, is that there isn’t enough time to go around,” Sechrist says. “Between after-school activity schedules, parent’s work schedules, and a variety of other things, making connections within the family requires a concerted effort these days.” She offers the following suggestions:

Make it a requirement. Set a non-negotiable rule about the number of dinners that your teenager is expected to eat with you each week. “This might feel, for the teen, that it comes at the expense of less time for after-school activities, friends or an after-school job,” says Sechrist. “The payoff in the long run for both parents and teens will be worth it.”

Involve teenagers in all phases of the meal. Whenever possible, involve teenagers in planning and preparing their favorite meals. Your children will more often come to the dinner table as willing participants if you do this.

Make meals enjoyable. While it isn’t always possible to avoid discussions on controversial topics–for example, homework and peer groups–effort should be made to talk about things that interest all members of the family and won’t cause conflict.

Source: hazelden.org

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Tutti a tavola … con Target Point

perigeo

I figli crescono e, prima o poi, a tavola i genitori si trovano di fronte non più i loro bambini, ma degli adolescenti. E così è possibile che chi fino a quel momento ha mangiato senza creare problemi cominci a mettere su il muso. Oppure che non rispetti più le regole e preferisca mangiare prima dell’ora del pasto una confezione famiglia di yogurt anziché rendere onore ai piatti preparati dai genitori.

La tavola da pranzo non dovrebbe tuttavia trasformarsi in uno scenario di lotte di potere né servire ai ragazzi per differenziarsi dai genitori. In simili casi ai genitori possono risultare utili i risultati di uno studio condotto sul campo che ha dimostrato che prima o poi gli adolescenti tornano a mangiare bene come da bambini, al più tardi comunque quando formano una propria famiglia. I genitori possono dunque tranquillamente chiudere entrambi gli occhi se il rampollo privilegia alimenti meno salutari di prima.

Alcuni suggerimenti

  • Continuare a dare il buon esempio. Non bisogna lasciarsi scoraggiare e continuare a dare importanza ai pasti comuni, consumati insieme.
  • Non brontolare. I suggerimenti dati ai figli in merito alle loro abitudini alimentari non servono a niente. Meglio evitarle. In ogni caso ogni cosa che si dice viene sempre accolta male.
  • Parlare la stessa lingua. Spiegare che mangiando bene si mantiene il corpo sano e attivo anche in età avanzata non serve a nulla con i ragazzi. Meglio puntare su altri argomenti, per esempio sul fatto che un’alimentazione sana serve a mantenere la pelle bella e pura o i muscoli, i capelli e le unghie sani.
  • Accettare altri modi di mangiare. I giovani hanno sempre fame e tendono a svuotare il frigo. Questo è un fatto che va accettato. Per evitare di rimanere senza ingredienti per un pranzo in famiglia o per una cena tra amici è importante mettere al sicuro gli alimenti chiave oppure denominarli in modo chiaro che non vengano presi.
  • Cucinare insieme. Una buona idea è quella di far cucinare gli adolescenti almeno una volta alla settimana oppure di coinvolgerli nella preparazione di qualche piatto. In questo modo si fa leva sul loro senso di responsabilità e di indipendenza.

Fonte: famigros.migros.ch

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

Over the last 20 years, dozens of studies have confirmed what parents have known intuitively for a long time: Sitting down for a nightly dinner is good for the spirit, the brain and the body. Research shows that shared meals are tied to many teenage behaviors that parents pray for: reduced rates of substance abuse, eating disorders and depression; and higher grade point averages and self-esteem. For young children, conversation at the table is a bigger vocabulary booster than reading aloud to them. The icing on the cake is that kids who eat regular family dinners grow up to be young adults who eat healthier and have lower rates of obesity.

  • It doesn’t have to be daily.

You don’t have to have dinner every night to reap the benefits. It could be breakfast, a weekend brunch, a take-a-break-snack at night or a combination of these. And there’s no magic number. The point is to make a commitment to a family meal where everyone sits down to share food, have fun and talk about things that matter.

  • Play with your food.

With so much of our play now conducted online, adults and children have lost the opportunity to play with real objects that can be touched, smelled and transformed. So play together. Cooking is an activity that still involves our senses and our hands, and it is something we still can do together. You can set out salad fixings and have everyone choose vegetables to create faces, trees and cars. Play with taste by slipping in a new flavor or spice and asking everyone to guess the ingredients.

  • It’s doable.

Despite parent’s hectic work schedules and kids’ busy extracurricular activities, it’s very doable to have nightly dinner. The whole process of cooking and eating together can take just an hour (less than 30 minutes to cook and the average meal is 22 minutes*), and that hour is transformative. If we still planted vegetables, played instruments for our entertainment and quilted on the front porch, we might not need family dinners, but it’s the most reliable time of day that we have to connect with one another. When kids feel connected to their parents, it’s like a seatbelt on the potholed road of childhood.

  • Try new activities and share talents.

Dinner can be a great place to try out new behaviors. A family dinner is like an improvisatory theater performance. The family shows up night after night, and as a group they can try out new ways of interacting with one another. Or, one member’s behavior can set off a cascade of others. For example, a family might agree to refrain from making any negative comments at the table and see what happens. Or, a teenager might be invited to make a family dinner or to create a musical soundtrack for the meal.

  • Share your family history.

The dinner table is the best place to tell stories, and kids who know their family stories are more resilient and feel better about themselves. Most inspiring are lemonade-from-lemon stories, stories about adversity where a lesson is learned, or negative events that transform into something good. Stories help us make sense of the world, and they help kids connect to something bigger than themselves. Tell stories about yourself and other family members when they were the same age as your children. Tell stories about romance, first jobs, immigration, how names were chosen, a childhood pet, a favorite recipe or kitchen disaster.

  • Stay connected.

Table conversation is one of the richest language experiences you can provide for your children. When else do we sit and talk for several minutes, offering lots of comments and explanations on one topic? Try asking questions that go beyond, “How was your day?” For example, instead ask everyone to tell a rose (something positive) and a thorn (something negative) about the day, as well as a bud (what you wish will happen tomorrow).

  • It’s good for you, too.

Rituals like dinner, which punctuate a world that often feels frenzied and out of control, are good for adults, too. Knowing that one part of your day is going to unfold in basically the same way, day after day, is comforting.

Source: www.parenting.com

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auriga

Mangiare tutti insieme fa bene. Il 10% dei bambini dai sei agli undici anni d’età, che fanno i pasti con mamma e papà hanno migliori abilità sociali e un miglior rendimento scolastico.

Nell’era della fretta e dei social media, non sempre si ha il tempo per stare a tavola tutti insieme. Per praticità soprattutto in settimana si rischia di non mangiare tutti insieme, di far mangiare i bimbi presto per poi farli andare a dormire. Eppure uno studio americano rivaluta l’importanza del pranzo comunitario. Mangiare insieme a tutta la famiglia farebbe infatti bene ai bambini: aumenterebbe infatti la concentrazione dei bambini e la loro socialità.

Questo è l’esito di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oklahoma e pubblicata sulla rivista “Journal of Family Psychology”.

Gli scienziati hanno studiato le abitudini alimentari di oltre 24.000 bambini tra i 6 e gli 11 anni. Sono state poi analizzate: le competenze sociali, i problemi comportamentali e il rendimento scolastico.

Ne è emerso che in media in America si hanno circa 5,3 pasti insieme in famiglia alla settimana. E, più spesso il bimbo mangia insieme ai propri familiari, più aumentano le sue competenze sociali e il rendimento a scuola.

I ricercatori non hanno specificato il numero di pasti ideali da condividere con la famiglia, ma sono convinti che almeno 4 siano necessari.  “E’ possibile che le caratteristiche organizzative dei pasti in famiglia – hanno detto i ricercatori – forniscano una struttura, un ordine e una prevedibilità che fornisce stabilità ai bambini”.

Target Point, Italian Ideas

Fonte: nostrofiglio.it

 

Y’all down at the table … with Target Point

Frequency of family meals and 6–11-year-old children’s social behaviors.

Family meals are regarded as an opportunity to promote healthy child development. In this brief report, we examined the relationship between frequency of  family meals and children’s social behaviors in 6–11-year-olds. The 2007 U.S.

National Survey of Children’s Health (NSCH) provided data on the frequency of family meals in a sample of 6–11-year-old children . The following social behavior indicators were examined: child positive social skills, child problematic social behaviors, child engagement in school, and parental aggravation with the child. Individual logistic regression analyses were calculated in unadjusted and adjusted models. On average, families had 5.3 meals together per week. In adjusted models, more frequent family meals increased the odds of child positive social skills and child engagement in school, and decreased the likelihood of child problematic social.

There was no association between frequency of family meals and parental aggravation with the child. Findings support the promotion of family meals to benefit children’s development of healthy social behaviors.

Target Point, Italian Ideas

Source: PsycINFO Database Record (c) 2016 APA, all rights reserved

Tutti a tavola … con Target Point

nettuno

La famiglia, soprattutto in Italia, è l’unità fondamentale della nostra società dove si apprendono le buone abitudini che saranno poi fondamentali per la nostra vita futura. Uno dei momenti topici della vita in famiglia è molto spesso il pranzo o la cena, quando condividiamo le nostre esperienze quotidiane, facciamo progetti e cerchiamo di risolvere i piccoli problemi.

Mangiare insieme in famiglia, genitori e figli intorno ad un tavolo, ha molti vantaggi:

  • Migliorare il dialogo tra i membri della famiglia
  • Aiuta ad abituare i bambini a mangiare tutti i tipi di cibi
  • Aiuta a identificare potenziali problemi alimentari

Incoraggiare un’alimentazione sana

Uno studio condotto dalla University of Minnesota ha rivelato che quando si mangia insieme si sviluppa una buona abitudine alimentare, mangiando cibi sani e lasciando da parte il cibo di basso valore nutrizionale.

Prevenire problemi alimentari

Quando si prepara il cibo per tutta la famiglia si tende a cucinare cibo più sano. Mangiare insieme diminuisce la probabilità di sviluppare  allergie, intolleranze e patologie legate a disturbi alimentari più gravi.

I bambini imparano le buone maniere a tavola

I bambini impareranno a mangiare a tavola anche solo per imitazione. Il fatto di mangiare insieme facilita l’apprendimento del le regole dello stare a tavola.

Mangiare tutti insieme sviluppa le capacità di comunicazione
Il pranzo o la cena sono il luogo e il tempo ideale per commentare quello che è successo durante il giorno, condividere con i genitori e i fratelli domande o problemi e cercare soluzioni comuni. Adulti e bambini imparano ad ascoltare gli altri e a condividere opinioni e idee . E ‘il momento ideale per la comunicazione in famiglia.

Fonte: SlowFood – Il gusto di mangiare insieme

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Y’all down at the table … with Target Point

Cooking and eating together remain an irreplaceable pillar of the Italian sociability.

In Italy, gastronomy is almost philosophy… and much more than that. It is pleasure and sociability: the perfect moment to talk, share a laugh and strengthen relationships. As a matter of fact, the importance of food, home cooking and eating together within the Italian culture has been scientifically proven.

Deborah Cameron, a world-renowned professor of English who teaches at the University of Oxford, and Don Kulick, a professor of Anthropology who works at the New York University, wrote about the subject in their outstanding book Language and Sexuality (2006, published by Cambridge University Press). The authors claim that food taste is actively socialized at dinner, and compare an American and an Italian family to explain their point. While some American family frames dessert as desirable, especially for children, and labels the rest of the dinner as mere nutrition and, sometimes (think about broccoli or brussels sprouts), even as some kind of punishment, Italian families talk about food and dinner as pure pleasure. For an Italian family, the dessert is not the great prize after a painful duty, but the cathartic moment that comes through an extremely exciting social and cultural journey.

For an Italian child, food means family and parents, it is a comforting blanket that wraps everything with its delicate warmth. Eating together with his mum and dad a home-cooked meal, a little Italian gains the sense of stability and love he needs to grow up and be happy.

While people around the world, especially some people in England and North America, develop family traditions based on “home delivery” or “eating out”, home-cooked meals shared with the rest of the family remain a sacred, irreplaceable event in Italy.

Even a “moment with your friends” translates almost automatically in “dinner” in the Italian vocabulary, because eating together and sharing food are both metaphorical and practical expressions of commitment. Around the table, conviviality grows and relationships achieve their highest peaks. Eating together is a magical moment through which the beautiful reaches the sublime, and friendship turns into a rare form of intimacy.

It doesn’t matter if the members of the family live at a different place, have different routines and do different things: Italians eat together, sitting around the kitchen table, every day, no matter what. And then, on Sunday, grandpa and grandma, daughters and sons, father and mother: the big family, all together. You could think about Christmas dinner as an example of the perfect Italian-style Sunday convivio. Different generations merge and embrace in front of the most delicious dishes you can imagine. The grownups enjoy some local wine, grandpa tells a story, the children laugh and grandma helps mum with the second course. Then the dessert, the coffee and the liquor. Maybe a friend comes around, or the uncle who lives on the other side of town, riding his bicycle. People talk about what happened during the week, how they feel. Everything is familiar and warm. A ritual that goes on and on, year after year.  A beautiful celebration of life itself.

Source: tuscookany.com

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