Un italiano “reinventa” la plastica biodegradabile in acqua

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Già nel 1954 a Ferrara, negli stabilimenti della Montecatini, un chimico italiano scoprì il polipropilene isotattico, noto come Moplen. Scoperta che valse a Giulio Natta il premio Nobel.

Sempre in Emilia Romagna, un’altra scoperta rivoluzionaria, il MINERV® PHA.

Il merito della scoperta va a Marco Astorri e Guy Cicognani . Entrambi non sono nemmeno biochimici: il primo un grafico, il secondo un marketer con studi di chimica alle spalle poi abbandonati. Già soci di un azienda di microchip, decidono nel 2007 di dedicarsi ai biomateriali.

Invece di investire nella produzione di acido polilattico, decidono di scommettere su una scoperta del francese Maurice Lemoigne risalente al 1926, i polidrossialcanoati. All’epoca si scelse di cambiare rotta ed investire sul petrolio, di costo minore.

Con una parte dei loro risparmi decidono di acquistare un brevetto, messo a punto da un’università americana, che riguarda la produzione della plastica con il ricorso agli scarti della lavorazione del melasso (scarto della lavorazione dello zucchero) che, ad oggi, rappresenta un costo per il suo smaltimento poiché non viene più impiegato nei lieviti. Il melasso: da scarto a materia prima per una plastica realmente bio. All’acquisto di questo brevetto ne aggiungono una serie di altri sparsi nel mondo e, nell’arco di un anno, sono vicini alla realizzazione della molecola descritta da Lemoigne : il PHA.

Fonte: bioradar.net

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From an italian idea, the ‘future’ of biodegradability worldwide.

Bio-on – “turn ON” BIO! “Turn OFF” pollution!
This is what ON’s about! ON means positive. Everybody knows what ON means!
It’s a matter of ‘turning on’ to a better life. Bio-on is currently engaged in efforts to build a more sustainable future in the field of widely used plastic objects.
Italian proprietary know-how regards the production of PHAs (Polyhydroxyalkanoates) – known among forward-looking people as the best of all biopolymers.
A new generation of linear polyesters to replace and improve PET, PE, PP, HDPE, LDPE.

As a product, MINERV-PHA™ fully exploits its excellent biodegradability factor in water. This type of polymer biodegradation represents the ‘future’ of biodegradability worldwide. Natural elimination of a biopolymer in water in just a few days is a rarely achieved result and, furthermore, an exceedingly tough challenge. MINERV-PHA™ is the first top-performing biopolymer produced from sugar co-products or sugar waste material for which this vitally important aim has ever been fulfilled. MINERV-PHA™ dissolves in 10 days, when in normal river or sea water, and it leaves no residues.

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Giulio Natta, lo scienziato che rivoluzionò il mondo con la plastica

Non solo sono passati più di 110 anni dalla nascita di Giulio Natta, avvenuta il 26 febbraio del 1903, ma è anche trascorso mezzo secolo da quel riconoscimento che rese famoso in tutto il mondo il padre del «Moplen»: il Nobel per la chimica, ricevuto il 12 dicembre 1965.

Natta è stato l’unico italiano ad aggiudicarsi quell’importantissimo premio, in coppia con il chimico tedesco Karl Ziegler. I due scienziati hanno infatti scoperto insieme la sintesi stereospecifica del polipropilene, utilizzando dei catalizzatori contenenti titanio. E ora questi vengono comunemente chiamati catalizzatori di Ziegler-Natta. La resina termoplastica, universalmente nota con il nome di Moplen (in Italia reclamizzata dal re dei barzellettieri Gino Bramieri), è stata davvero una ventata di innovazione e modernità. Questo materiale ha di fatto cambiato il mondo per la sua praticità ed economicità.

Un grande prestigio per l’Italia, che può vantare tra i suoi più illustri rappresentanti anche il padre della plastica usa e getta che ogni giorno usiamo comunemente quasi senza accorgercene.

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Giulio Natta, the chemical engineering that changed the world with plastic

Giulio Natta,  (born Feb. 26, 1903, Imperia, near Genoa, Italy—died May 2, 1979, Bergamo), Italian chemist who contributed to the development of high polymers useful in the manufacture of films, plastics, fibres, and synthetic rubber. Along with Karl Ziegler of Germany, he was honoured in 1963 with the Nobel Prize for Chemistry for the development of Ziegler-Natta catalysts.

Natta took his doctorate in chemical engineering at Milan Polytechnic (1924) and held chairs in chemistry at the universities of Pavia, Rome, and Turin before returning to the Polytechnic as professor and research director of industrial chemistry (1938). His earlier work formed the basis of modern industrial syntheses of methanol, formaldehyde, butyraldehyde, and succinic acid. In 1953 he began intensive study of macromolecules. Using Ziegler’s catalysts, he experimented with the polymerization of propylene and obtained polypropylenes of highly regular molecular structure. The properties—high strength, high melting points—of these polymers soon proved very commercially important.

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