Tutti a tavola … con Target Point

auriga

Mangiare tutti insieme fa bene. Il 10% dei bambini dai sei agli undici anni d’età, che fanno i pasti con mamma e papà hanno migliori abilità sociali e un miglior rendimento scolastico.

Nell’era della fretta e dei social media, non sempre si ha il tempo per stare a tavola tutti insieme. Per praticità soprattutto in settimana si rischia di non mangiare tutti insieme, di far mangiare i bimbi presto per poi farli andare a dormire. Eppure uno studio americano rivaluta l’importanza del pranzo comunitario. Mangiare insieme a tutta la famiglia farebbe infatti bene ai bambini: aumenterebbe infatti la concentrazione dei bambini e la loro socialità.

Questo è l’esito di una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oklahoma e pubblicata sulla rivista “Journal of Family Psychology”.

Gli scienziati hanno studiato le abitudini alimentari di oltre 24.000 bambini tra i 6 e gli 11 anni. Sono state poi analizzate: le competenze sociali, i problemi comportamentali e il rendimento scolastico.

Ne è emerso che in media in America si hanno circa 5,3 pasti insieme in famiglia alla settimana. E, più spesso il bimbo mangia insieme ai propri familiari, più aumentano le sue competenze sociali e il rendimento a scuola.

I ricercatori non hanno specificato il numero di pasti ideali da condividere con la famiglia, ma sono convinti che almeno 4 siano necessari.  “E’ possibile che le caratteristiche organizzative dei pasti in famiglia – hanno detto i ricercatori – forniscano una struttura, un ordine e una prevedibilità che fornisce stabilità ai bambini”.

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Fonte: nostrofiglio.it

 

Y’all down at the table … with Target Point

Frequency of family meals and 6–11-year-old children’s social behaviors.

Family meals are regarded as an opportunity to promote healthy child development. In this brief report, we examined the relationship between frequency of  family meals and children’s social behaviors in 6–11-year-olds. The 2007 U.S.

National Survey of Children’s Health (NSCH) provided data on the frequency of family meals in a sample of 6–11-year-old children . The following social behavior indicators were examined: child positive social skills, child problematic social behaviors, child engagement in school, and parental aggravation with the child. Individual logistic regression analyses were calculated in unadjusted and adjusted models. On average, families had 5.3 meals together per week. In adjusted models, more frequent family meals increased the odds of child positive social skills and child engagement in school, and decreased the likelihood of child problematic social.

There was no association between frequency of family meals and parental aggravation with the child. Findings support the promotion of family meals to benefit children’s development of healthy social behaviors.

Target Point, Italian Ideas

Source: PsycINFO Database Record (c) 2016 APA, all rights reserved

Tutti a tavola … con Target Point

nettuno

La famiglia, soprattutto in Italia, è l’unità fondamentale della nostra società dove si apprendono le buone abitudini che saranno poi fondamentali per la nostra vita futura. Uno dei momenti topici della vita in famiglia è molto spesso il pranzo o la cena, quando condividiamo le nostre esperienze quotidiane, facciamo progetti e cerchiamo di risolvere i piccoli problemi.

Mangiare insieme in famiglia, genitori e figli intorno ad un tavolo, ha molti vantaggi:

  • Migliorare il dialogo tra i membri della famiglia
  • Aiuta ad abituare i bambini a mangiare tutti i tipi di cibi
  • Aiuta a identificare potenziali problemi alimentari

Incoraggiare un’alimentazione sana

Uno studio condotto dalla University of Minnesota ha rivelato che quando si mangia insieme si sviluppa una buona abitudine alimentare, mangiando cibi sani e lasciando da parte il cibo di basso valore nutrizionale.

Prevenire problemi alimentari

Quando si prepara il cibo per tutta la famiglia si tende a cucinare cibo più sano. Mangiare insieme diminuisce la probabilità di sviluppare  allergie, intolleranze e patologie legate a disturbi alimentari più gravi.

I bambini imparano le buone maniere a tavola

I bambini impareranno a mangiare a tavola anche solo per imitazione. Il fatto di mangiare insieme facilita l’apprendimento del le regole dello stare a tavola.

Mangiare tutti insieme sviluppa le capacità di comunicazione
Il pranzo o la cena sono il luogo e il tempo ideale per commentare quello che è successo durante il giorno, condividere con i genitori e i fratelli domande o problemi e cercare soluzioni comuni. Adulti e bambini imparano ad ascoltare gli altri e a condividere opinioni e idee . E ‘il momento ideale per la comunicazione in famiglia.

Fonte: SlowFood – Il gusto di mangiare insieme

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Y’all down at the table … with Target Point

Cooking and eating together remain an irreplaceable pillar of the Italian sociability.

In Italy, gastronomy is almost philosophy… and much more than that. It is pleasure and sociability: the perfect moment to talk, share a laugh and strengthen relationships. As a matter of fact, the importance of food, home cooking and eating together within the Italian culture has been scientifically proven.

Deborah Cameron, a world-renowned professor of English who teaches at the University of Oxford, and Don Kulick, a professor of Anthropology who works at the New York University, wrote about the subject in their outstanding book Language and Sexuality (2006, published by Cambridge University Press). The authors claim that food taste is actively socialized at dinner, and compare an American and an Italian family to explain their point. While some American family frames dessert as desirable, especially for children, and labels the rest of the dinner as mere nutrition and, sometimes (think about broccoli or brussels sprouts), even as some kind of punishment, Italian families talk about food and dinner as pure pleasure. For an Italian family, the dessert is not the great prize after a painful duty, but the cathartic moment that comes through an extremely exciting social and cultural journey.

For an Italian child, food means family and parents, it is a comforting blanket that wraps everything with its delicate warmth. Eating together with his mum and dad a home-cooked meal, a little Italian gains the sense of stability and love he needs to grow up and be happy.

While people around the world, especially some people in England and North America, develop family traditions based on “home delivery” or “eating out”, home-cooked meals shared with the rest of the family remain a sacred, irreplaceable event in Italy.

Even a “moment with your friends” translates almost automatically in “dinner” in the Italian vocabulary, because eating together and sharing food are both metaphorical and practical expressions of commitment. Around the table, conviviality grows and relationships achieve their highest peaks. Eating together is a magical moment through which the beautiful reaches the sublime, and friendship turns into a rare form of intimacy.

It doesn’t matter if the members of the family live at a different place, have different routines and do different things: Italians eat together, sitting around the kitchen table, every day, no matter what. And then, on Sunday, grandpa and grandma, daughters and sons, father and mother: the big family, all together. You could think about Christmas dinner as an example of the perfect Italian-style Sunday convivio. Different generations merge and embrace in front of the most delicious dishes you can imagine. The grownups enjoy some local wine, grandpa tells a story, the children laugh and grandma helps mum with the second course. Then the dessert, the coffee and the liquor. Maybe a friend comes around, or the uncle who lives on the other side of town, riding his bicycle. People talk about what happened during the week, how they feel. Everything is familiar and warm. A ritual that goes on and on, year after year.  A beautiful celebration of life itself.

Source: tuscookany.com

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Tutti a tavola … con Target Point

vega

Una volta mangiare tutti insieme, in famiglia, mezzogiorno e sera era un rito a cui nessuno rinunciava, e poi c’era il pranzo della domenica, magari con i parenti.
Riti che si conservano ancora, da qualche parte, ma che altre volte si perdono. Va bene lo stesso? Pare proprio di no.

Un lavoro pubblicato in America suggerisce che mangiare insieme, in famiglia, migliora il benessere dei ragazzi. Chi mangia in famiglia (e con i familiari) fuma di meno, rischia meno di eccedere con l’alcol e ha meno probabilità di drogarsi.

Lo studio ha coinvolto quasi 5000 ragazzi di Minneapolis. Il 30% di loro mangiava in famiglia 7 giorni su 7, il 30% almeno due giorni, gli altri, mai.

Oltre a fumare di meno (o a non fumare) e usare meno marijuana, lo studio ha dimostrato che chi mangia in famiglia ha crisi di depressione meno frequenti.
Pensano di più al suicidio i ragazzi che non mangiano mai in famiglia che gli altri.
Ma questo potrebbe dipendere dalle condizioni economiche della famiglia, o da quanto, in famiglia, si va d’accordo. Come si fa ad attribuirlo al fatto di stare a tavola insieme?

Di fatto c’erano già diversi studi che suggerivano che lo stare insieme, a pranzo o a cena era fonte di maggiore benessere (parliamo di ragazzi fra gli 11 e i 18 anni), ma nessuno finora era riuscito a valutare separatamente l’effetto dello stare insieme dalle altre considerazioni che possono avere un ruolo importante sul benessere dei ragazzi.

Questo dei ricercatori di Minneapolis è il primo studio fatto per separare il contributo dello stare a tavola da altre variabili. C’è un aspetto interessante di questo studio.
Le ragazze sono più sensibili dei maschi agli effetti favorevoli dello stare a tavola insieme.

E uno curioso: ragazze che frequentano ragazzi più grandi di loro si trovano più spesso fra chi non sta a tavola con i genitori. Perché? Non si sa.

Ma a tavola ci devono essere entrambi i genitori o basta uno? Questo, lo studio dei ricercatori di Minneapolis non lo dice e nemmeno nessuno degli studi precedenti ha potuto indagare questo aspetto.

Invece uno studio di qualche anno fa aveva dimostrato che cenare insieme migliora nei ragazzi la capacità di esprimersi e arricchisce il loro vocabolario (in tempi di SMS e scrittura intuitiva è probabilmente importante). Certo dipende molto da quello di cui si parla, da come sono i genitori, se si mangia con la televisione accesa o no.
C’è un altro dato che emerge dallo studio americano: chi mangia in famiglia mangia più frutta e verdura e più fibre di chi mangia per conto suo. Questi studi dovrebbero essere conosciuti e, un po’, se ne dovrebbe tenere conto, nei limiti di quello che ciascuno può fare.

Molti non possono stare a tavola con i ragazzi per ragioni di lavoro. Ma molti che potrebbero farlo, non lo fanno perché danno priorità ad altre cose. Forse è sbagliato. Se si riconosce che lo stare insieme a tavola è importante, ci si può organizzare per farlo.

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Fonte: Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri

 

Y’all down at the table … with Target Point

When parents get their children to sit around the dinner table, they can congratulate themselves for providing a meal that is likely more nutritious than what their child would have eaten outside the house. But surprisingly, it turns out that parents are also providing their child with much more than healthy food.

Recent evidence shows that the more kids join the family at the dinner table, the less likely they are to smoke cigarettes or marijuana, drink alcohol, perform poorly at school, have low self-esteem, or develop an eating disorder.

“Three to four times a week is a good thing to shoot for, but one family meal is better than none,” says Dr. Jayne Fulkerson, an associate professor of psychology at the University of Minneapolis. Dr. Fulkerson understands that given today’s lifestyles, getting the family around the table for a meal is not easy, but “I tell parents to start with what’s manageable in terms of scheduling and try to make it a routine.”

Dr. Fulkerson has been studying family meals for several years, sometimes in collaboration with the University of Minneapolis’ Project Eat, research that examines the longer-range impact that family meals have on children.

“When I started, it was mostly about dietary data, but also about mental health and psychological wellbeing,” explains Dr. Fulkerson. Given the rise of eating disorders, the connection between eating and psychological wellbeing is important. “This is what got us thinking: better nutrition, yes. But what else?”

Over time, Dr. Fulkerson and other researchers, notably at Columbia University’s National Center on Addiction and Substance Abuse, made associations between family meals and what psychologists call “developmental assets.” Developmental assets are the internal attributes and the external forces that shape a child as he or she grows. Internal developmental assets include positive identity, high self-esteem, and social competency. External developmental assets include family support and expectations of child behaviour, and community.

What this means in real terms is that teen girls who eat five or more meals per week at home with the family are significantly less likely to be bulimic or anorexic. Additionally, teen boys and girls who ate more frequently with the family were less likely to abuse drugs or alcohol, be sexually active, be suicidal or depressed, participate in antisocial behaviour, or have problems at school. Other studies have shown that children’s literacy improves with the number of meals they usually eat with the family.

While Dr. Fulkerson is sure the data show a relationship between frequency of family meals and developmental assets, at this point, understanding why this is true is a more speculative endeavour.

“If your kids are expected at home for dinner, they are not in places where they can get into trouble,” she muses, adding “the expectation that children are at home for routine family events makes them feel important and that the parents are interested in their lives.”

Dr. Fulkerson also believes that eating together is a cultural and social event that allows and promotes sharing. “At mealtime, you share food but also thoughts and opinion. It’s a good forum for that. These days there are fewer and fewer rituals like this. Because parents often work more and kids have more extracurricular activities such as organized sports, the tradition of the family meal is not as alive as we would like it to be.”

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Source: aboutkidshealth.ca

Tutti a tavola … con Target Point

tavolo

La parola “commensale” deriva dal latino (e dall’arabo) e significa condividere la tavola. In sociologia, il concetto di “commensalità” è più semplicemente definito come “persone che mangiano insieme”.

Prendete spunto dalla vostra esperienza: pensate alle persone con cui mangiate, e a quelle con cui non mangiate. In genere, le persone con cui mangiate sono familiari e amici.

Quelli con cui invece non mangiate, per qualsivoglia ragione, sono socialmente più distanti: di classe o status sociale superiore o inferiore, estranei, nemici e rivali, e talvolta persone che appartengono a gruppi separati per lingua, etnia, religione, sesso, età od occupazione.

Ciò naturalmente risulta estremamente variabile da comunità a comunità, da periodo a periodo, nonché da società a società. Varia anche a seconda del contesto sociale; con alcuni mangereste alla mensa aziendale, ma non nelle rispettive case.

In linea generale (con parecchie eccezioni di sicuro), si tende a mangiare con gli altri qualora vi sia un sentimento di solidarietà o fiducia. A volte la fiducia è più di facciata che reale; alcuni mangiano con altri per ostentare una fiducia che non provano assolutamente. Mangiare con gli altri è, come qualsiasi fatto culturale, simbolico e comunica diversi valori e significati.

Questo influenza in modo significativo le nostre relazioni. Il modo in cui le persone si giudicano vicendevolmente può venir influenzato da coloro con cui scelgono consapevolmente di mangiare. Viceversa, la scelta di chi mangia con chi può essere influenzata da come ci si giudica gli uni con gli altri.

Fonte: Collettivo per il rafforzamento delle comunità

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Y’all down at the table … with Target Point

Life can be crazy, which means meals on the go are the norm for many. But preserving the endangered ritual of a regular communal meal can lead to a healthier and happier state, even post meal time.

Social connectedness, whether hanging out after work or sitting down at the table with friends and family for a nightly meal, has been shown to increase happiness and help alleviate depression . Unless meal time looks something like this, the simple act of gathering around the table helps establish connections, which studies have found are crucial in maintaining happiness and a sense of belonging . Translation: Text messages won’t cut it.

Enjoying dinner with friends or family brings a one-two punch of benefits: it accomplishes the goal of face-to-face interaction and can also lead to healthier eating choices . One study found that children who ate family dinners as opposed to quick grab-and-go meals ate more fruits and vegetables and drank less soda . But this isn’t always the case; do beware of the social overeating trap.

Reaping the benefits of communal eating is pretty simple: Just gather some people together around food, sit down together, talk, eat, and enjoy!

Source: greatist.com

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Tutti a tavola … con Target Point

paride

I vantaggi di riunire la famiglia intorno a un tavolo sono numerosi soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo emotivo dei bambini. Il tempo che si trascorre insieme cenando, però, deve essere scandito da regole ben precise. Vediamone alcune suggerite dalla Dott.ssa Annamaria Acquaviva, dietista e farmacista.

Mangiare insieme è un’occasione fondamentale per accompagnare i bambini nella crescita, proponendo un corretto comportamento alimentare, ed è anche un’opportunità straordinaria e magari sottovalutata, per arricchire le relazioni affettive con i familiari.

Spesso non è possibile trovarsi insieme ad ogni pasto, è importante quindi dare risalto al momento in cui si è tutti presenti e cercare di passarlo in armonia e serenità.

 4 STEP PER ESSERE UN GENITORE “QUASI” PERFETTO ANCHE A TAVOLA!

  1. Dare l’esempio
    Più delle imposizioni, ciò che spinge i nostri figli ad una corretta alimentazione è il buon esempio. Come possiamo pretendere che mangino tutto se noi per primi non mangiamo verdura o saltiamo la colazione? L’esempio che diamo è contagioso e tenderanno ad imitarci.
  1. Orari e comportamenti regolari
    • Preparate i pasti, con le stesse ritualità (ma naturalmente in modo elastico); ciò sottolineerà il ritmo della vita familiare e infonderà sicurezza e stabilità al bambino grazie alla ripetizione di gesti conosciuti, senza contare gli effetti positivi sul metabolismo.
    • Mangiate a tavola e possibilmente insieme. Il pasto non dovrebbe durare più di 30 minuti, per rispettare i tempi dei bambini.
  1. L’atmosfera
    Create un’atmosfera piacevole, tranquilla: influirà in modo positivo nel rapporto dei bambini col cibo. L’ambiente familiare sereno, una stanza calda, suoni e colori piacevoli influenzano il bambini molto più di sapori e odori nel consumo di un pasto ; rimandate quindi contrasti o discussioni ad un altro momento.
  • Siate comprensivi ma fermi anche se il bambino si lamenta o fa i capricci di fronte ad un certo piatto.
    • Non c’è momento migliore di un pasto per condividere le esperienze, raccontarsi la giornata, parlare dei piatti che si stanno mangiando (stimolando anche l’ abilità narrativa dei piccoli) e per tirare le somme della giornata.
    • Niente radio o tv! E se possibile, spegnete telefoni cellulari /tablet. Lo stesso vale per i giochi del vostro bimbo : lasciarli lontani dalla tavola evita distrazioni.
    • Insegnate loro a mangiare e masticare lentamente, coglieranno al meglio i sapori e sapranno quando sono sazi.
  1. La fine del pasto
    E’ difficile che un bambino piccolo rimanga fermo e seduto a lungo, dai 5 anni però è bene abituarli a rispettare la fine del pasto: ci si alza da tavola dopo aver finito e averlo chiesto ai genitori, è fondamentale anche per rendersi conto di quanto hanno mangiato.

Per dare risalto al pasto, è utile curare anche l’ambiente, personalizzandolo e rendendolo gradevole: portatovaglioli, segnaposti, centritavola, possono essere personalizzati secondo il gusto dei bambini, quindi divertitevi a stimolare la loro creatività.

Coinvolgete i piccoli nell’apparecchiatura e il riordino della tavola, impareranno ad apprezzare l’ordine, ad avere riguardo degli oggetti e si abitueranno alla responsabilità. “Posti a tavola e nella vita” fate sedere il piccolo sempre nello stesso posto in una posizione in cui possa interagire con tutti i componenti della famiglia.
Poche regole, ma buone e condivise da entrambi i genitori, che le gestiranno con la dovuta elasticità.

Potete elencare su un foglio le “regole” della vostra famiglia, eventualmente dopo averle discusse tra tutti, scriverle in un cartellone da decorare e attaccare in cucina, ben visibile.

Fonte: www.healthrevolution.it

Target Point, Italian Ideas

 

Y’all down at the table … with Target Point

Eating together with your family has a lot of advantages, above all for your children emotional development. Everybody knows that feeding kids can be the most stressful time of day. For this reason is important to have some strategies. These are the rules that Alisha Grogan, a pediatric occupational therapist, gives parents when she walks into their home for the first time.

  1. EAT WITH YOUR KIDS

This may seem like an obvious tip, but in today’s hectic pace of life it’s so easy to multitask or take a break when our kids are eating.  We are juggling so much and getting your kid into a chair with food in front of them can be a monumental feat in and of itself.  I know it may be the only time you have to unload the dishwasher or check your email, but eating with your child is a valuable and a worthwhile learning opportunity.  If your child’s eating is poor, this is an opportunity you don’t want to miss very often.

Meals are a social experience and we learn from what we see.  You know, monkey see, monkey do?  If you expect your kid to eat something new, how willing will they be if you aren’t trying it too? Kids, especially babies and toddlers, may actually watch how you bite and chew a new food, using you as a model for how they should proceed.  It also sets a standard of eating, meaning your kid will grow up knowing that vegetables (or whatever else you are eating) are healthful and part of a normal diet.  I am not saying that all kids will see Mommy eating spinach and thus eat spinach, but it is the first step in setting a good foundation for a diet with more variety.  Another advantage to eating with your child is that you can talk about the color and texture of the spinach (without pressuring them to eat it,) which might happen if you are distracted by unloading the dishwasher.

If it seems overwhelming to carve out time to eat with your child,  start small, aim for eating dinner together three times a week, or nightly, eventually making your way up to eating together for most meals.  Of course, there are times when logistically it doesn’t work out, don’t beat yourself up about it if it doesn’t happen occasionally.

  1. EAT AT A TABLE

Okay, be honest with yourself, how often does your child actually sit down at a table to eat their meals (no judgement here from me)!  Our culture has become so hurried that it’s very commonplace to set out a plate and let our kids eat while they play (aka grazing) or pass through a fast food window and eat in the car. However, in these types of scenarios, kids are distracted and the message that’s being sent is, “eating isn’t that important.” There are situations where this is inevitable, such as traveling and parties, outside of that I would strongly discourage it, at least on a regular basis.  If you need to start small (baby step) use a  pop up card table or a coffee table at first, but work towards Turning off the TV.  A small kid’s table is fine too, just make sure you are going to sit at it with them.

  1. DON’T FORCE FEED

I am going to keep this short.  Please don’t hold your child’s mouth open and shove a fork into it.  I know you just want them to try it because if they do they will love it, but it creates so much negativity around meals that your child will start to avoid them altogether.  Forcing them to eat also makes them distrustful at meals.  They feel like they have to be on guard and are thus defensive, which means they will eat less.  Most simply though, it isn’t very nice.  How would you feel if someone was doing that to you?  If you have already done this, it’s okay, just don’t do it again, and let your kid know that.  Stand behind your word and you will start to build some trust and make some progress.  There is never a situation, no matter how dire when this is appropriate. If your child will only eat with force feeding I would very strongly suggest scheduling a feeding evaluation, immediately.

  1. SET AN EXAMPLE

Children take in so many of our nuances and behaviors, the good and the bad.  They see your reaction when you have a bite of broccoli, or if you even put the broccoli on your own plate.  If you don’t like to eat certain textures or have a limited diet, your child will pick up on it.  They notice and will repeat the disgusted face you made when you tried a bite of the broccoli or if you didn’t take any of the broccoli.  This sends a very strong message to them: you can pick and choose what you want to eat and some foods taste gross.  Try to put aside any food issues you may have and at least stay neutral about the food if you can’t be excited about eating it.  Also, consider if you are limiting the foods you expose your child to because you don’t like them.  Just because you don’t like mushrooms, doesn’t mean your child won’t like them.  In fact, you are doing them a disservice by assuming they won’t like it… I know the thought process doesn’t even get that far usually.  You may not even think to buy the mushrooms because you don’t eat them.  Think outside of the box a little when planning your meals, is there something else you can all try together?  Just remember to be conscience of your attitude and personal response to the food.

Source: www.yourkidstable.com

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Tutti a tavola… con Target Point

nettuno

A casa viviamo il cibo in modo contrastato, fra la necessità di accudire e la mancanza cronica di tempo, le novità del mercato e i dubbi inculcati dall’informazione, l’ossessione della linea e il piacere di mangiare. Mettersi a tavola insieme è sovente un evento rapido e disorganizzato. Decresce, di anno in anno, il tempo dedicato alla produzione, alla preparazione e al consumo del cibo. Bersagli dell’educazione alimentare, del mercato, dei conflitti degli adulti, i bambini hanno raramente la possibilità di imparare ad ascoltare i segnali che provengono da sensazioni ed emozioni legate al cibo: la fame, il senso di sazietà, le preferenze e le preclusioni alimentari, il bisogno di mangiare circondati dall’affetto, in spazi e tempi su misura. Spesso le modalità di preparazione e di condivisione dei pasti non consentono loro di comprendere il valore del cibo e i suoi legami con l’ambiente, la salute e le risorse umane. È possibile superare questi problemi?

Ridare valore alla tavola apparecchiata

Numerosi studi mostrano che la “dimensione del vivere insieme” è fondamentale per l’apprendimento e il benessere, oggi talvolta compromessi da uno stile di vita immerso in una realtà virtuale, svuotata delle relazioni. La tavola apparecchiata ci riporta ogni giorno alla concretezza e allo scambio: non a caso rappresenta da millenni un punto di riferimento emblematico per la convivenza, il rinnovamento, la socializzazione e la trasmissione delle competenze legate all’alimentazione. I pasti quotidiani sintetizzano, infatti, più di ogni altra cosa, le capacità di scelta e di trasformazione del cibo in relazione all’integrazione con l’ambiente, con la cultura, con lo sviluppo individuale e collettivo. Mangiare insieme consente di sperimentare, di scambiare conoscenze fra diverse generazioni coinvolgendo, oltre ai canali razionali, emozioni, capacità manuali e sensi. Si costruisce così un percorso di apprendimento complessivo, in grado di radicarsi profondamente nella memoria individuale, di attivare cambiamenti e di tessere, nel contempo, le trame delle relazioni, del- lo scambio, dei rapporti sociali.

Ridare valore alla tavola apparecchiata significa ricostruire uno spazio di sperimentazione e scambio giocoso e stimolante, che renda la routine quotidiana un’occasione unica e vitale di apprendimento, sia per noi adulti sia per i bambini. Preparare e condividere il cibo insieme aiuta i bambini ad apprezzarlo come un dono prezioso, a utilizzarlo rispettando l’ambiente, il lavoro altrui e la natura. È una grande opportunità per costruire un ambiente di apprendimento che generi salute, in sintonia con le raccomandazioni internazionali che da anni hanno individuato la “salutogenesi” come strategia per avviare processi di prevenzione individuali, attivi e partecipati.

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Fonte: slowfood.it

 

Y’all down at the table … with Target Point

Soccer practices, dance rehearsals, playdates, and other scheduling conflicts make family mealtime seem like a thing of the past. Suddenly, we’re feeding our kids breakfast bars during the morning commute, sneaking 100-calorie packs at our desks, and grabbing dinner at the drive-thru window.

If you’re finding it difficult to get together with your family at the dinner table, here’s a little inspiration.

Anne Fishel is a co-founder of The Family Dinner Project, a professor at Harvard Medical School and the author of “Home for Dinner.” and here you can find her interview for The Washington Post where she explains that the most important thing you can do with your kids is eat dinner with them.

https://www.washingtonpost.com/posteverything/wp/2015/01/12/the-most-important-thing-you-can-do-with-your-kids-eat-dinner-with-them/

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Tutti a tavola … con Target Point

tavolo

Le buone abitudini pagano: uno studio olandese dimostra che gli adolescenti abituati a mangiare a tavola con la famiglia hanno meno probabilità di incappare in problemi alimentari e, soprattutto, emotivi.

Quindi, genitori non cedete! Riunire a tavola tutta la famiglia può essere una fatica, ma rinunciarvi ha conseguenze sul benessere psico-fisico dei ragazzi. Non importa che il rapporto sia idilliaco e il dialogo sereno, mangiare insieme ha ricadute sull’equilibrio e la fiducia in sé degli adolescenti.

A confermarlo una ricerca canadese condotta su 26 mila ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, pubblicata sul Journal of Adolescent Health. Oltre a garantire buone abitudini alimentari e a prevenire l’obesità, mangiare regolarmente insieme avrebbe – secondo lo studio – effetti positivi sulla salute mentale. “I giovani hanno meno problemi emotivi e comportamentali e atteggiamenti più positivi verso gli altri”, ha commentato Frank Elgar, autore dello studio e docente presso il McGill Institute per la salute e le politiche sociali di Montreal. Alberto Pellai, ricercatore dell’Università di Milano e autore di “Questa casa non è un albergo” (Kowalski editore), si occupa di prevenzione del disagio negli adolescenti. “Più di una ricerca ha dimostrato che maggiore è il tempo che la famiglia passa insieme in una settimana intorno alla tavola e migliore è la capacità di autoprotezione dei figli quando si muovono nella loro vita e all’interno del gruppo di amici. Cenare spesso insieme, a patto che tv e tablet siano spenti, riduce le probabilità di comportamenti a rischio come alcol, fumo o droghe”. E continua: “non importa se a tavola i ragazzi non parlano, ma hanno bisogno di ascoltare gli adulti che parlano di loro e con loro. Questo gli fornisce una visione del mondo alternativa a quella proposta dai coetanei. E quando escono di casa, si portano dentro di sé il genitore che lasciano seduto sul divano, con i suoi insegnamenti”.

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Fonte: D Repubblica

 

Y’all down at the table … with Target Point

The table is where we mark milestones, divulge dreams, bury hatchets, make deals, give thanks, plan vacations, and tell jokes. It’s also where children learn the lessons that families teach: manners, cooperation, communication, self-control, values. Following directions. Sitting still. Taking turns. It’s where we make up and make merry. It’s where we live, between bites.”
Doris Christopher

You’ve probably heard that having dinner together as a family is a good thing for your kids, but you may not realize that it could change your child’s life. Dinner is the best predictor we have of how kids will do in adolescence. The more frequently kids eat dinner with their families, the better they do in school, and the less likely they are to get involved with drugs or alcohol, suffer depression, consider suicide, or become sexually active during high school.

Why? Maybe because families who eat together talk more, which helps them stay connected and build better relationships.

Maybe because parents who show up to eat with their kids are more likely to express their love constructively in other ways, too, in the form of both attention and supervision.

Maybe because families who offer kids more structure are more likely to keep kids attending to their homework as well as out of trouble.

Maybe because dinner transforms individual family members into a “group,” which gives parents more clout to rival the power of the peer group.

Or maybe because children, even more than the rest of us, need something to count on every day, the tangible security of belonging and being nurtured that is represented by the ritual of sharing food with those we love.

Whatever the reason, dinner is a pretty easy insurance policy to build into your home life. If you’re too busy to have dinner as a family on a regular basis, it’s worth re-examining why, given how important it is.

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Source: ahaparenting.com

Tutti a tavola… con Target Point

centauro

La vostra famiglia si siede a tavola insieme almeno una volta al giorno? Purtroppo, nel mondo frenetico di oggi, spesso mangiare è una cosa che ognuno fa per conto suo, soprattutto se in casa ci sono figli adolescenti. Eppure, oltre a soddisfare una necessità fisica, mangiare insieme come famiglia può soddisfare bisogni ancora più importanti, come il bisogno di un dialogo aperto e di un legame familiare solido.

Molto importante è l’atmosfera che si crea durante il momento del pasto consumato tutti insieme intorno ad un tavolo.

Per oltre il 90% dei genitori italiani, infatti,  la tavola rappresenta il vero momento d’incontro della famiglia. E se per il 53% delle mamme italiane il piacere del pasto è legato strettamente allo stare insieme a figli e mariti, per il 49% dei papà, invece, è legato alla socialità allargata e al menu. *

Intorno ad un tavolo, a cena o a pranzo, ci si confronta e vengono prese le decisioni familiari più importanti.

Ecco perché mettiamo tutto in nostro impegno perché questi momenti siano perfetti, fornendovi modelli ispirati alla tradizione o dal design contemporaneo ma sempre versatili e adatti alle esigenze di mamme, papà e figli.

Target Point, Italian Ideas

*Fonte: ‘La famiglia a tavola – Il ruolo dei pasti nella famiglia italiana” condotta dall’Istituto di ricerca Ispo (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione)

 

Y’all down at the table … with Target Point

The dining room table is the heart of the house. Both government and university studies show that families who eat regular meals together benefit, not just nutritionally, but emotionally.

“Come and get it!” It may be dinnertime, but when was the last time your family sat down and enjoyed a meal together? With music lessons, ball practice, play rehearsal, and work schedules, it can be tough. Rounding up the troops for an evening meal can be almost impossible! However, research is beginning to show that eating as a family has great benefits.

When we sit down together all around a table, we match each other as a family and we take the most important decision.

That’s way we give our total commitment to make perfect table… for mother, father and children.

Target Point, Italian Ideas

Target Point Loves Italy

frico

Target Point loves ITALY e sui tavoli che crea per le famiglie di tutto il mondo mette i piatti della tradizione regionale….

il piatto di oggi appartiene alla regione FRIULI VENEZIA GIULIA, la cui cucina rispecchia compiutamente le tre culture che sono alla base della civiltà regionale: latina, germanica, slava. I suoi piatti sono semplici, ma molto gustosi.

Il Frico è uno dei sette piatti più esclusivi della regione Friuli e una rarità mondiale. Semplice, robusto, pronto in pochi minuti di cottura, è saporitissimo.

INGREDIENTI

  • Pepe macinato q.b.
  • Montasio stagionato o semistagionato 500 gr
  • Patate 500 gr pulite
  • Cipolle 200 gr mondate
  • Sale fino q.b
  • Olio di oliva extravergine 50 gr

PREPARAZIONE

Per preparare il frico con patate e cipolle, sbucciate le cipolle e affettatele finemente a rondelle; poi sbucciate anche le patate con un pelaverdure o un coltello e grattugiatele con una grattugia a fori grossi. Eliminate la scorza del formaggio Montasio e grattugiatelo sempre con la grattugia a fori grossi.

Ora che gli ingredienti sono pronti, in un tegame capiente versate 40 gr di olio, e la cipolla. Fate soffriggere qualche minuto a fuoco dolce mescolando spesso con un cucchiaio di legno per evitare che la cipolla si attacchi al fondo della padella o si bruci. Dopodiché unite anche le patate grattugiate e fate cuocere per circa 10 minuti.

A questo punto unite anche il formaggio Montasio grattugiato, salate e pepate a piacere e fate cuocere il frico per circa 20 minuti a fuoco medio, mescolando per far sciogliere il formaggio completamente.

Quando avrete terminato la cottura e avrete ottenuto un impasto omogeneo, spegnete il fuoco. In una padella antiaderente a bordo basso versate un filo d’olio, fatelo scaldare leggermente e versate l’amalgama di patate, cipolle e Montasio nella padella, cercando di eliminare il grasso superfluo.

Distribuite e compattate il frico nella padella e cuocetelo a fiamma alta senza mescolare, a mo’ di frittata. Appena si sarà formata la crosticina, giratelo dall’altro lato. Se ancora presente, eliminate il grasso in eccesso prima di trasferire il frico con patate e cipolle su un piatto da portata. Poi tagliatelo in porzioni e accompagnatelo con la polenta!

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Fonte: friulitipico.org

 

Target Point loves ITALY and it puts on its tables recipes of Italian tradition, for all the family of the world. Today’s course come from FRIULI VENEZIA GIULIA, an italian potatoes and cheeses recipe. it is called Frico and originally when Italy wasn’t a rich country,  it was used to recycle the crust cheeses. Today the crust cheeses aren’t used anymore but now we use cheeses which make the recipe a real delicay.

INGREDIENTS

  • 16-18 oz of grated potatoes ( 400-500 grams )
  • 16-18 oz of grated fat seasoned cheeses, like seasoned Asiago cheese or Montasio cheese( 400-

PREPARATION

  1. Grate 16-18 oz of potatoes but not too thin (see the photo)
  2. Grate the same ammount of cheese and as I said for potatoes, don’t grate it too much thin (see the photo)
  3. Mix the potatoes with the cheeses and put all in a non-stick pan.
  4. Cook Frico until it forms a crost and then turn it and do the same thing with the other side.

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Source: smartitalianreciepes.com

 

Target Point LOVES Italy

cacciucco

Target Point loves ITALY e sui tavoli che crea per le famiglie di tutto il mondo mette i piatti della tradizione regionale ….

Oggi parliamo della TOSCANA e di una delle sue ricette tradizionali più famose: il CACCIUCCO,  un tipico piatto della cucina livornese, è una delle più celebri varianti delle zuppe di pesce regionali … chi l’assaggia ne rimane rapito.

INGREDIENTI

  • Aglio 3 spicchi
  • Cipolla 1/2
  • Salvia (qualche fogliolina)
  • Sedano 1 gambo (piccolo)
  • Prezzemolo (1 ciuffo)
  • Olio extravergine d’oliva
  • Peperoncino (a piacere)
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • Vino bianco (1 bicchiere)
  • Sale (a piacere)
  • Seppie,totani,polpi,( 2,5Kg)
  • Palombo (Mustelus mustelus)
  • Grongo (Congerconger)
  • Cappone (Chelidonichthys)
  • Scorfano (Scorpaena)
  • Cicale (Scyllarus arctus) (2,5Kg)
  • Cozze 250 gr.
  • Gamberoni (Caridea)8
  • Pane casalingo (possibilmente cotto a legna) 16 fette

 

PREPARAZIONE

Mettere in un tegame l’olio d’oliva,l’aglio in spicchi, le foglie di salvia il  peperoncino e far bene rosolare. Aggiungere i polpi, le seppie, i totani tagliati a pezzi e portare a cottura per 15 min.

Bagnate con un bicchiere di vino bianco e fate evaporare.

Togliete l’aglio e unite il concentrato di pomodoro (se volete anche 2-3 pomodori pelati).

In una pentola a parte lessate in circa 1 litro d’acqua i pesci spinosi (scorfano e gallinella) con 1\2 cipolla ,il prezzemolo e aggiustate di sale.

Una volta lessati i pesci , vanno passati con il mulinetto (per agevolarvi nell’operazione , versare via via  anche il brodo di cottura).

Unite il passato di pesce al tegame con i molluschi, aggiungendo il pesce che non ha lische tagliato a grossi pezzi. Cuocere ancora per 15 minuti aggiungendo anche le cicale (se vogliamo rendere più ricco il nostro cacciucco a questo punto potremmo aggiungere cozze e gamberoni).

Ricordarsi che il cacciucco deve risultare piuttosto brodoso.

Arrostire le fette di pane (2 a testa) agliatele , versateci sopra il cacciucco e servire ben caldo.

 

Fonte:  ricettetoscane.it

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Target Point LOVES Italy

Target Point loves ITALY and it puts on its tables recipes of Italian tradition, for all the family of the world.

Today we talk about TOSCANA and its traditional recipe CACCIUCCO. This Tuscan soup traditionally uses fish considered “bottom of the boat”—those left behind after more valuable fish have sold. The base is octopus, squid, tomatoes, wine, garlic, sage, and dried red chiles; other fish are added at the end of cooking, before the soup is served over garlic-rubbed bread.

INGREDIENTS

  • 14 cup extra-virgin olive oil
  • 1 tbsp. minced parsley
  • 1 tbsp. minced fresh sage leaves
  • 12 red chile flakes
  • 5 cloves garlic
  • 12 oz. calamari, cleaned and cut into 1″ pieces
  • 12 oz. baby octopus, cleaned and cut into 1″ pieces
  • 1 tbsp. tomato paste
  • 1 cup dry white wine
  • 1 (14-oz.) can chopped tomatoes with juice
  • Kosher salt and freshly ground black pepper, to taste
  • 1 cup fish stock
  • 1 (1-lb.) monkfish filet, cut into 2″ pieces
  • 1 (1-lb.) red snapper filet, cut into 2″ pieces
  • 12 oz. large shell-on shrimp
  • 12 oz. mussels, scrubbed and debearded
  • 8 slices (1″-thick) country-style white bread

 

PREPARATION

Heat oil in a 6-qt. saucepan over medium heat. Add parsley, sage, chile flakes, and 4 cloves garlic, minced, and cook until fragrant, about 1 minute. Add calamari and octopus, and cook, stirring occasionally, until opaque, about 4 minutes. Add tomato paste, stir well, and cook until paste has darkened slightly, about 1 minute. Add wine, and cook, stirring often, until the liquid has evaporated, about 20 minutes.

Add tomatoes along with their juice, season with salt and pepper, and cook, stirring occasionally, until seafood is tender, about 10 minutes. Stir in stock, cover, and simmer for 10 minutes. Add monkfish, and cook, covered, until just firm, about 5 minutes. Add snapper and shrimp to the pot and scatter mussels over top. Cook, covered, without stirring (so as not to break up the seafood), until the snapper is just cooked through and the mussels have just opened, about 10 minutes.

Toast bread, and rub liberally with remaining garlic clove. Ladle stew between bowls, over bread or with bread on the side.

Source: saveur.com

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